vicissitudini di una nana metropolitana

   storie, traversie, sogni ad occhi aperti e anche chiusi di un donnino piccolo piccolo alle prese con la metropoli


martedì, 18 luglio 2006
 

Week end con il Lemure.

Ebbene si anche per noi è arrivata la fatidica prova del primo week end romantico da trascorrere in una campestre località a ridosso di un lago dove il Lemure ha casa. Inutile dire che eravamo piuttosto tese al pensiero di trascorrere più di 24 ore in sua compagnia e soprattutto turbate su cosa avesse voluto dire con "bisogna adattarsi al bagno"; in un'unica frase infatti erano concentrate due parole che di per se ci inquietano non poco, ossia adattarsi perché non siamo per niente tipi che si adattano e bagno che è il luogo principalmente deputato alla funzione di atti deplorevoli e per questo causa di repentine cadute di miti….E in effetti una volta arrivate abbiamo appurato con sgomento che il bagno era niente poco di meno che uno sgabuzzino che fungeva anche da box doccia.

A parte questo, lo scopo evidente era quello della fregata fuori porta, nel senso che due poveracci che vivono a casa con il parentame devono pur andare da qualche parte che non sia un sordido motel sulla via Cassia e le casette tramandate dagli avi o acquistate con la liquidazione dei genitori in malinconici paesini sperduti servono proprio a questo.

Una volta giunti sul luogo abbiamo quasi subito accantonato l‘idea di dirigerci al lago e abbiamo dato inizio ai lavori per la conoscenza reciproca che si è rilevata un mezzo disastro…infatti, senza voler passare per delle megalomani, ci è sembrato per un attimo di scorgere in noi il secondo dogma mariano, nel senso che la natura ci aveva fatto uno strano scherzo, era ritornata indietro di una quindicina anni, eravamo state miracolate, eravamo più blindate di un fortezza medioevale o dell’abitazione di Totò Riina, insomma non c’è stato verso e da qui scene surreali che danno il polso dei nuovi tempi…ossia di una donna che giura davanti al suo uomo" credimi ho conosciuto in senso biblico un sacco uomini, non sei il primo e non sarai l’ultimo, non capisco come è potuto succedere ma ti assicuro che l’ho data via quando ho potuto e sempre con soddisfazione, cerca di non giudicare dalle apparenze". Senza voler scomodare Freud, la causa di questa involuzione potrebbe essere imputata all’aver ancora incollata alle orecchie la voce materna che, prima della partenza, al citofono ci redarguiva " mi raccomando testa sulle spalle e prendi tutte le precauzioni possibili, nelle tue condizioni attuali non te lo puoi permettere" mancava solo che la vicina di casa affacciata al balcone, mossa a compassione, ci lanciasse un pacchetto di preservativi. Comunque sia, dopo circa 6 ore estenuanti trascorse in sessioni di approfondimento e di tavole rotonde abbiamo messo fine al work shop e ci siamo diretti al lago.

Ecco la scena: angolo pittoresco con edera attaccata alle mura di un castello che dirada sul lago, tramonto, vestito licenzioso e tacchetto lascivo, noi e il Lemure seduti su di una panchina.

Lemure" in questo momento sto passando una fase di trasformazione, non so quello che farò della mia vita, sono parecchio confuso e (posando lo sguardo su di noi) sicuro di niente.

Noi: oddio un déjà vu! (è davvero un mistero perché ci ritroviamo sempre impantanate con i cosiddetti "uomini crisalidi" , non si sa perché ma quando ci frequentano sono sempre impegnati in qualche metamorfosi).

Lemure: sai "di doman non c’è certezza".

Noi: no, Lorenzo il Magnifico no, ti prego almeno tu risparmiamelo.

Lemure: (risata)..no davvero su di me non si può contare specie nei momenti di bisogno e di dolore.

Noi: figurati, tutto qui? pensavo peggio (laide che non siamo altro, pur di avere uno straccio di uomo….)

Lemure: e soprattutto io non mi ricordo dei compleanni.

Noi: (ecco la nemesi che aspettavamo palesarsi da un momento all’altro, l'unica cosa di cui siamo certe è codesta affermazione che andiamo recitando in giro "voglio solo un uomo che si ricordi del mio compleanno") cazzo G. neanche il minimo sindacale, no, proprio non ci siamo, vedi di andartene a fanculo, va...

Lemure: (con tono mite) dai vabbè, però i regali li faccio.

Noi: ( un’ola di sollievo) dai? I regali li fai ugualmente? no perché i fidanzati mi lasciano sempre all’arrivo dell’autunno, prima del mio compleanno, però se tu me lo fai ugualmente posso chiudere un occhio.

Lemure: di questo non c’è problema.

Noi : ma lo sai che al lavoro è successo questo……(cambiare discorso a volte serve solo a procrastinare i problemi ma a volte è necessario per evitare di buttarsi al lago…;)

P.S.: questo week end è stata l’occasione per ridimensionare, ancora una volta, la figura del Lemure che ci eravamo costruite nella nostra testolina bacata ossia quella di un ritroso e ingenuo ragazzo…. si perché non lo è affatto… abbiamo saputo che quando ci snobbava non era per via della sindrome da paura da fica, come a noi zitellone metropolitane ci piaceva pensare, ma perché si scopava la sua ex.

P.S.2: salutiamo tutti i nostri lettori perché domani si parte alla volta dell’Inghilterra per assistere ad un vero matrimonio inglese (dalle parti di Burton on the water, per intenderci la campagna dove hanno girato alcune scene del film di Bridget Jones, precisamente la casa dei genitori), si tratta di un garden party, alloggeremo in una locanda e lì incontreremo il nostro Hugh Grant che è l’inglesino di cui abbiamo già parlato in precedenti post, se sopravviveremo al viaggio low cost, al ritorno racconteremo l’evento magari con qualche foto illustrativa, a tra una settimana.

postato da ossimoro73 | 12:22 | commenti (15)


giovedì, 13 luglio 2006
 

 

Mere illusioni

Mi sa che la promozione tanto agognata ce la possiamo pure dimenticare se l'unica cosa che il capo ci elargisce sono le salviettine dell'Alitalia e delle Ferrovie dello Stato che gli avanzano o, quando ci va bene, la sfoglia di cioccolattino che si accompagna al caffè :(

postato da ossimoro73 | 15:47 | commenti (10)


lunedì, 10 luglio 2006
 

Il ritorno del Lemure

La settimana appena trascorsa si è aperta con la nostra spasmodica attesa di notizie dal Lemure di ritorno dalle vacanze. La tensione era tale che ad ogni suoneria di cellulare che squillava, distante anche km, saltavamo su come cavallette, parlavamo peggio di un cocainome dopo una sniffata e con le peggiori previsioni nella testa, tipo: visualizzazione di una cartolina dalla Grecia con su scritto: mia cara, ho appena ingravidato un’autoctona e ho deciso di aprire un chioschetto sulle spiagge di Zante, ho finalmente trovato la mia dimensione"

Ma, nonostante i più foschi vaticini, il Lemure è tornato, avvertendoci di ciò con il classico messaggio lemurizzato vago e inconcludente: "sono tornato, tu l’hai preso il ponte?"… che cazzo gliene ne fregava se ci eravamo prese il ponte o meno? Comunque da quel messaggio sono seguite una serie di scriteriate telefonate davvero inverosimili, dove non solo non nominava mai il "fattaccio" ossia il nostro "assalto al fortino" ma rinviava l’incontro vis à vis, proponendoci al contempo un viaggio nei fiordi norvegesi che, noi miserrime, non capivamo se dovevamo intenderlo come un viaggio scopereccio o solo come un viaggio di pura contemplazione della natura nordica.

In tale maniera, sono trascorsi giorni di inquietudine inenarrabile ma, una volta arrivato giovedì, finalmente ci chiede di uscire. Stavolta ci andiamo bardate come delle collegiali e con già i rodimenti di culo tant’è che, poco dopo il suo casto bacio sulla guancia di saluto, gli rivolgiamo un’occhiata torva dicendogli: ti avverto che sono al primo giorno di ciclo…stasera sono particolarmente suscettibile, quindi, ti prego mantieniti su giudizi neutrali". Il Lemure abbozza un sorriso ma viene freddato dal nostro bieco sguardo, si entra al cinema. La visione del film prosegue senza particolari accadimenti degni di nota. Alla sua conclusione decidiamo di dirigersi verso l’isola tiberina.

Arrivati, lo scenario è il seguente: cupolone illuminato, fiume luccicarello, ponte assai evocativo, musicista di jazz che suona vicino ad un lampione con luce fioca e svariate coppie che amoreggiano nei pressi.

Noi: "che roman…(no, cazzo) ma che… pittoresco.

Lemure: si è davvero pittoresco ma che strana sensazione… stasera sono davvero irrequieto.

Noi: forse sarà la stanchezza dell’ufficio (sottotitoli per i non udenti: sarà forse che vuoi saltarmi addosso e stai pisciandoti addosso dalla paura?).

Ci dirigiamo nei pressi di un chiosco sul fiume.

Lemure: "dai, sediamoci qui".

Noi: "no, vicino alla cascata no (in realtà la cascata è minima, ma soffriamo di vertigine da acqua) mi fa paura, poi mi viene da fare come virgina woolf , mi ci butto".

Lemure: ci sono io (e con fare sadico si siede nel punto più vicino alla balaustra che separa il fiume dalla terra ferma)

A questo punto, l’atmosfera si fa sempre più drammatica, noi ad un passo dalla cascata, con il rumore dell’acqua che ci ispira pensieri inquietanti e ci sollecita la vescica, ci accorgiamo di un nuovo sguardo negli occhi del Lemure che sembra vagamente libidinoso e che si poggia inebetito su di noi; ciò ci getta nell’imbarazzo più totale.Ma non ci perdiamo d’animo, dirottiamo il discorso su libri e scrittori.

Lemure: "Oceano mare è un romanzo che ho apprezzato e poi c’è quella frase…come fa, si ecco - Cosa aspettiamo madame? Che sia troppo tardi - "

Noi: ma guarda…. una frase che potrebbe assurgere a motto della tua intera esistenza (li mortac….)

Lemure: già è vero.

Noi: (di nuovo ringalluzzite) " bè ormai ti conosco…. senti un po’ ma ti ha imbarazzato il mio gesto sconsiderato dell’altra volta"

Lemure: con sorriso ironico" quale?"

Noi: (oramai sclerate) " ti ricordi, quando ti sono saltata addosso" ( e con tono finto serio e da presa per il culo) "G. credimi, non so resistere al fascino della cultura….cacchio tu mi regali quel bel libro che altro potevo fare che non saltarti addosso…sai, credo che se mi avessi regalato lo Zibaldone di Leopardi avrei potuto avere un orgasmo multiplo…

Lemure: (risata).

Dopo tale sciagurata esternazione, sembra di nuovo calare, come una cappa, l’imbarazzo su di noi, ma stavolta i Numi ci assistono e infatti dal cielo piomba all’improvviso una tale pioggia da non lasciare scampo a nessuno, il classico temporale estivo che come tira fuori le lumache dagli anfratti così, in quel momento, ci sembra portare via tutte le nostre ambiguità e finzioni e infatti….corriamo via a ripararci sotto uno stand, ci sediamo per terra, la gente si disperde e il fiume sembra sempre più ingrossarsi.

Noi: "posso fare la piccola fiammiferaia?"

Lemure: ?

Noi: (con tono lamentoso e voce da zoccoletta decelabrata strusciandoci addosso a lui) "ho tanto paura della pioggia e del fiume, ho freddo, ho il ciclo e credo che l’Austria abbia dichiarato guerra all’Italia, non c’è più scampo per noi (n.d.o.: a volte ci piace, specie quando si è a letto e fuori piove, fare un gioco che noi chiamiamo gioco della guerra o della neve a seconda dei casi, cioè ci piace immaginare che fuori ci siano pericoli di ogni genere, da una guerra nucleare a eventi atmosferici eccezionali tipo copiose nevicate e noi che siamo dentro al letto ci sentiamo al caldo e al sicuro, ciò ci rilassa, ovviamente questo viene meglio se si è in dolce compagnia…inutile dire che più di qualcuno sentendoci parlare in questa maniera ci ha preso per delle squilibrate).

Lemure: (incredibile ma alienato come è, capisce al volo il gioco e entra subito nella parte) "si, ci uccideranno tutti, stanno arrivando, vieni qui, ti proteggo io"

A questo punto ci avvinghia e parte con un bacio di quelli mozzafiato che sembrano non finire mai…. la piccola fiammiferaia ha funzionato.

C’è da dire che la morale è sempre la stessa, cioè che per avere un po’ attenzioni da sti’ maschi ritrosi, bisogna abbassare il proprio livello di intelligenza di parecchi gradini fin quasi a quello del mondo vegetale, non sappiamo perché, ma fare le decelabrate premia sempre, forse perché si tocca qualcosa di ancestrale, il maschio cacciatore che difende e accudisce la femmina che lo attende nelle caverne……

Dopo tale accadimento, seguono stucchevoli scene romantiche la cui descrizione la risparmiamo perché sembrerebbero tratte da un harmony, ma non ci possiamo fare nulla che la città sotto quel diluvio ci appare ancora più bella e pure andare in motorino con la pioggia che ci bagna tutte non ci sembra per niente un’operazione pericolosa per la nostra salute come ci sembrerebbe in altre occasioni.

Da segnalare che una volta accompagnate al parcheggio dove è la nostra macchina, il Lemure sale con noi e li è tutto baci e mani che ci avviluppano che quasi ci dispiace, nel senso che tutte le nostre costruzioni mentali sulla tipologia dei Lemuri asessuati vengono meno….insomma pure i Lemuri hanno un c…e con c….non intendo il cuore…non che questa scoperta scientifica ci ripugni, anzi….

Comunque le cose nei giorni successivi sono procedute piuttosto bene e ciò ci ha gettato nello sconforto, nel senso che prima o poi il destino dovrà essere riequilibrato, come i Numi hanno inviato quella pioggia provvidenziale, cosi faranno in modo che il Lemure, un giorno neanche troppo lontano, ci chiamerà al telefono esordendo con la seguente solfa: "M. ti devo parlare… è che io sono strano, no, non sei strana te, anzi tu meriti di più di quello che in questo momento posso darti… " insomma già vediamo chiarissimamente la nostra nemesi, che dire di più ..in questi momenti di smarrimento e insicurezza, c’è solo una cosa da fare: collegarsi a oroscopi.com per calcolare le affinità di coppia e estrarre a sorte il biscotto della fortuna…tristezza.

postato da ossimoro73 | 13:44 | commenti (18)


giovedì, 06 luglio 2006
 

Nostra sorella

Nostra sorella è una tipa speciale

Nostra sorella è una tipa che consuma le suole delle scarpe a furia di correre dietro ai mezzi pubblici

Nostra sorella è una tipa che, senza un contratto, lavora 12 ore al giorno

Nostra sorella è una tipa che guadagna 15 euro ad articolo

Nostra sorella è una tipa davvero sfigata perché ha due amiche che una sta alla Rai (perché ci ha uno zio cardinale) e l’altra sta a Mediaset (perché ci ha il papà politico)

Nostra sorella è una tipa che odia i raccomandati e quindi pure noi

Nostra sorella è una tipa che se ce la portiamo in vacanza a nostre spese ci viene con un muso e se gli chiediamo di aiutarci a scrivere una cartolina si gira e se ne va

Nostra sorella è una tipa che ci viene vicino al letto mentre dormiamo e ci dice "che cazzo di vita"

Nostra sorella è una tipa che se segna l’Italia allo scadere dei supplementari ci cade in una depressione nera perché poi non riesce a tollerare l’esultanza degli altri

Nostra sorella è una tipa che detesta giurisprudenza e chi la studia quindi pure se stessa

Nostra sorella è una tipa che se gli diciamo "ti posso parlà del Lemure" incomincia a sbuffare, chiudersi le orecchie e fare suoni strani dalla bocca

 

Nostra sorella è una tipa che a tre anni ci andava a comprare il gelato e ce lo scartava

Nostra sorella è una tipa che a cinque anni ci si poteva discutere di Hegel

Nostra sorella è una tipa che pure se non c’ha un soldo c’ha sempre il portafoglio aperto per tutti

Nostra sorella è una tipa che ci chiama nana o a volte super nana o ancora bella nana

Nostra sorella è una tipa un sacco alta e noi che siamo nane ci piace misurarla

Nostra sorella è una tipa che se le diciamo alle nove che dobbiamo andare a dormire ci spenge la luce, ci attacca con il letto al muro come nostro desiderio e poi va a studiare in cucina

Nostra sorella è una tipa che quando la vediamo lavorare ci inorgoglisce così tanto che diciamo a tutti quelli che passano: "quella è mia sorella"

Nostra sorella è una tipa davvero in gamba anche se gli fa sempre male perché ci lavora con le gambe a rincorrere autobus e un contratto da giornalista non precaria.

postato da ossimoro73 | 11:30 | commenti (12)


mercoledì, 05 luglio 2006
 

L'insostenibile esaltazione dell'essere.

Nonostante il nostro sprezzo per le cose mondane, siamo vittime di facili esaltazione emotive, rimanendo spesso coinvolte in prosaiche gesta nazional popolari.

Tipo: ieri sera a casa di amici, al goal dell’Italia, una volta scosse dal torpore catatonico in cui eravamo sprofondate, ci siamo ritrovate a fare il gesto dell’ombrello e urlare bestialità e imprecazioni contro il popolo tedesco.Per non dire al ritorno a casa: noi, in macchina, in mezzo ad una cagnara di gente di tutti i tipi che si sbracciava dai tettini della macchina guidando con gli arti inferiori, oppure gente che aveva deciso di porre fine eroicamente ai suoi giorni buttandosi direttamente sotto le ruote delle macchine che passavano, con i vu cumpra che per vendere le bandiere, mettevano a repentaglio la vita di svariati conducenti di motorini,  dando l'impressione che li stessero a impalare con le aste da un momento all'altro.

Naturalmente noi con la solita classe che ci contraddistingue abbiamo urlato, suonato il clacson che pareva più un segnale di sollecito che di giubilo;a un certo punto ci è sembrato di scorgere su di uno scooter, un noto e irreprensibile professionista della zona in canottiera e bermuda particolarmente infervorato e che si contraddistingueva per atti sconsiderati da pirata della strada…che dire, non sappiamo resistere a queste manifestazioni così genuinamente nazion popolari.

postato da ossimoro73 | 09:57 | commenti (9)