vicissitudini di una nana metropolitana

   storie, traversie, sogni ad occhi aperti e anche chiusi di un donnino piccolo piccolo alle prese con la metropoli


mercoledì, 25 ottobre 2006
 

L’arte dello sputtanarsi in cinque minuti.

La cosa di cui più difettiamo è la capacità di venderci, di dare una bella impressione di noi e per dare un’immagine positiva di se stessi è opportuno non raccontare ai quattro venti i propri difetti, le proprie inquietudini e debolezze, insomma sarebbe preferibile esporsi il meno possibile.

A tal proposito, ci gira sempre per la testa il consiglio di una ex amica che diceva "ricordati, la persona che non parla, pure se stupida, passa per una intelligente più di una che parla sempre". Già perché chi non parla è misterioso e chi è misterioso evoca rispetto e a volte timore e per ottenere rispetto e timore, a parte diventare dei feroci camorristi,  basta dotarsi di un pizzico di freddezza mista a segretezza che negli altri incute sempre una certa considerazione …noi invece ci esponiamo in continuazione, siamo un libro aperto su tutto quel genere di cose che la gente generalmente tiene nascosto tipo avere le emorroidi, non capire nulla di matematica, difettare di qualsiasi senso pratico, essere stordone; non sappiamo se per ingenuità, masochismo o volontà di fare le simpatiche o forse per tutte queste cose insieme, tendiamo a raccontarci senza filtro gesticolando e a volte assumendo un urticante tono alto della voce… quanto ci piacerebbe essere delle donnine per bene e parlare con un fil di voce (per intenderci come quello della gatta morta di Marina La Rosa).

Insomma la nostra vita è uno sputtanamento continuo e se la gente ci fa gli sguardi di sufficienza, la colpa è solo nostra, a volte siamo riuscite anche a prenderci colpe non nostre con il capo e poi cercare di correre ai ripari ma quando oramai era troppo tardi. Non parliamo poi del Lemure al quale, a parte raccontargli le cose di cui sopra, descriviamo con dovizia di particolari il fatto che siamo delle fallite sul lavoro, che non sappiamo fare niente (o quasi), che siamo delle reiette e che il lavoro che facciamo non ci si addice proprio.

Ed è proprio su questo punto che abbiamo toppato alla grande già perché nel passato misterioso del Lemure (il Lemure è il nostro antipodo, non parla, non si espone, non esterna) sembrerebbe esserci stato (gliel’abbiamo carpito con le tenaglie) l’amore della sua vita (per intenderci il corrispettivo del chitarrista siculo per noi). Sto amore della sua vita non solo sembrerebbe essere stata un gran gnocca ma sembrerebbe che l’abbia lasciato senza alcuna pietà (e questo ultimo particolare sappiamo contribuire apprezzabilmente alla causa di canonizzazione del mascalzone/a fedifrago/a di turno da parte dello scaricato/a) ma non è finita....sta gran gnocca era pure un architetto con i contro coglioni tanto è che lui si sentiva inferiore ma al contempo l’ammirava proprio riguardo ad un punto dove lui invece si sentiva frustrato.

Ed eccoci arrivati al nocciolo della questione, non saremo mai per lui una stella cometa, un faro, un’oasi nel deserto perché saremo sempre la scugnizza che non sa fare il suo lavoro.Può anche darci che ci vuole bene per il lato goofy della nostra vita (tanto è che ci ha confessato di essersi innamorato di noi quando ci ha visto muoverci stordite e con sguardo perso in un supermercato) ma quanto potremo andare ancora avanti così? Un altro consiglio è quello di un nostro collega che ci dice sempre "ricordati che le caratteristiche per cui oggi qualcuno si innamora di te saranno i difetti che in futuro lo stesso ti rinfaccerà". Pertanto, se non ci daremo una regolata, prima o poi ci rinfaccerà il nostro fallimento di donna lavoratrice ed è inutile che ci ripromettiamo che da lunedì saremo più misteriose e meno negative, è come ripromettersi di non mangiare più il pane, non ci riusciremo mai…ma che dire di più, oggi pure con lo sputtanamento virtuale siamo a posto.

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giovedì, 19 ottobre 2006
 

Il raffredore di nostra sorella

Nostra sorella ha un terribile raffreddore, fino a qui niente di strano ma andiamo indietro di una settimana all’origine del suo male.

Erano le 8 30 di mattina di circa una settimana fa e nostra sorella se ne stava sonnecchiando dopo aver trascorso la serata precedente in qualità di reporter ad una presentazione di un libro sulla chirurgia estetica, occasione in cui avevano presenziato ospiti quali Patrizia de Blank, Balestra la mummia, er mutanda…comprensibile come ancora la mattina facesse fatica ad alzarsi dal letto…ma mentre era ancora tra le braccia di Morfeo, sognando probabilmente er mutanda che la inseguiva, veniva svegliata assai crudelmente dal bussare prepotente alla porta. Era la vicina di casa, in una crisi di panico che le ingiungeva di vestirsi e di andare da lei perché si stava allagando casa. Una volta arrivata sul luogo, nostra sorella notava che oramai l’acqua stava uscendo dalle scale a mò di cascatelle di versailles, la vicina sempre più appanicata le chiedeva di chiudere il rubinetto perché lei non ne aveva la forza ma visto che neanche nostra sorella, fanciulla dotata di un fisico di giunco, non ci riusciva, la vicina minacciava di chiamare i vigili del fuoco. Nostra sorella che, pur essendo reduce dall’intervista alla figlia della De Blanck, ancora qualche barlume di ragione l’aveva conservato, decideva di dirigersi, facendo le scale a quattro a quattro (rischiando un colpo apoplettico) in terrazza, dove riusciva a chiudere il rubinetto centrale della signora.Una volta scesa, la vicina le chiedeva di aiutarla a eliminare l’acqua .. e così nostra sorella che è una personcina educata levandosi le scarpe, prendeva a rammazzar di scopa…..dopo un paio di ore, a lavoro ultimato, mentre stava per salutare presagendo un terribile raffreddore che di lì a poco si sarebbe manifestato, ecco che con la coda dell’occhio vedeva la porta della cameretta aprirsi e uscire dalla stessa quel cristianone trentenne del figlio della vicina, studente in psicologia disoccupato. Mentre nostra sorella all’epifania del fannullone, stava per chiedere alla sciagurata il perché non avesse chiamato il figlio a darle una mano, ecco che la madre, vedendo apparire il ciondolone del figlio, lo intimava a ritornare a letto (intanto si era fatto mezzo giorno) perché poteva bagnarsi le pantofole e si poteva buscare un raffreddore. Possiamo comprendere quanto nostra sorella fosse incredula e attonita, si era fatta un mazzo tanto perdendo il suo tempo prezioso, quando c’era un omaccione grande e grosso e in salute in grado di risolvere la situazione….. quando poi nostra sorella ha chiesto alla vicina perché non avesse avvertito il figlio, per tutta risposta, la vicina le ha detto:"E no, Gianni di queste cose non ne capisce " secondo noi nostra sorella avrebbe dovuto rispondere " e perché io allora, che stavo comodamente dormendo dopo che, per guadagnare 15 euro, ho trascorso una serata urticante in compagnia di personaggi squallidi e troiette con camperos che ucciderebbero per una foto, mi dovevo svegliare, slogarmi una mano a chiudere il rubinetto, salire le scale e pulire sta merda?" Naturalmente nostra sorella non ha rispoto così, ha salutato e se ne è andata, probabilmente ragionando sull'ingiustizia della vita.

A volte siamo allibite di fronte a certi dinamismi familiari e a certe interazioni malate di alcune madri con i loro figli maschi e ci domandiamo come il povero Gianni e tutti quelli come lui potranno avere una benché minima sana relazione con una donna e/o più in generale con il mondo.

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mercoledì, 11 ottobre 2006
 

Il Lemure secondo noi

Il Lemure è uno che a volte sa essere più coriaceo e ritroso di un granchio corridore;

Il Lemure è uno che ci sorprende tirando fuori dalla tasca, come se niente fosse, una poesia con l’anagramma del nostro nome;

Il Lemure c’ha l’aria di quello che le delusioni se l’è fumate e bevute tutte;

Il Lemure è uno che cammina di traverso come fosse una torre di Pisa e ci vien voglia di metterci sotto la sua ascella come uno zeppetto per sorreggerlo;

Il Lemure è uno che ci fa sangue quando sta seduto sul letto meditabondo con il naso all’insù a seguire il fumo della sigaretta uscir fuori dall’abbaino;

Il Lemure è uno che quando dice qualcosa che lo imbarazza prende e fa per andarsene, compiendo un mezzo giro obliquo su se stesso;

Il Lemure quando ci dice "sei mia", ci fa trasalire dalla felicità;

Il Lemure quando fa l’amore lo fa come fosse l’ultima volta guardandoci negli occhi.

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giovedì, 05 ottobre 2006
 

L’85 e la mocciosa impertinente.

Potremmo essere biasimate per la spiacevole vicenda che andremo a raccontare perché stiamo per parlare di bambini anzi di una bambina impertinente ma siamo convinte che viviamo in un periodo storico e in una parte di mondo in cui i bambini sono trattati come re e regine a cui si concede tutto, in effetti è come se esistesse un senso di colpa collettivo perché di bimbi non se fanno più…. ma ritorniamo a noi.

Stavamo sull’85 (tanto per cambiare) dopo una giornata massacrante di lavoro, ci girava la testa e ci facevano male le gambe, dopo circa un’ora in piedi ci accorgiamo che si libera un posto a sedere, non ci sembra vero, ci guardiamo intorno per vedere se ci sono anziani con bastoni o in stato comatoso ma non vedendone neanche uno ci sediamo allegramente e con gran sollievo.

Solo dopo che ci siamo accomodate, ci accorgiamo che abbiamo fregato sul tempo una bimbetta vispa e riposata di 7-8 anni (capace quindi di reggersi in piedi), ma neanche facciamo in tempo a pensare se è giusto o meno farla sedere che arriva la madre tutta scandalizzata che, guardandosi intorno per cercare la complicità degli altri passeggeri, ci intima con grandissima maleducazione di alzarci perché cacchio c’era la sua bambina, quell’esserino innocente (che poi siamo convinte che i bambini sono capaci di certe cattiverie che neanche Ceausescu), che doveva assolutamente sedersi.

Allora noi ci alziamo con grande stranimento anche perché se ce lo avesse chiesto con garbo glielo avremmo dato più volentieri… ma non è finita, mentre siamo ormai in piedi umiliate dagli sguardi riprovevoli dei passeggeri che ci considerano della iene per aver negato un posto ad un povero angioletto, ecco che la bambina con aria supponente ci indica il cartello per il posto riservato e ci dice, facendoci la linguaccia,: " guarda non vedi che io ce l’ho riservato" prendendosi tutti i sorrisi bonari e ammirati dei presenti.

Giuriamo che in quel momento non ci abbiamo più visto, l’avremmo strangolata con le nostre mani lei e la madre che se la guardava tutta orgogliosa e avremo voluto dirle " guarda povero asino analfabeta che il cartello si riferisce a vecchi, invalidi e donne incinte e non ai bambini e se proprio lo vogliamo dire io sono più vecchia di te quindi regazzì vedi di andartene" ma invece di proferire ciò, ci siamo limitate a sillabare "deficiente" e così giù altri sguardi turbati e indignati.

Ora ci chiediamo ma è davvero giusto permettere tutto a sti ragazzini viziati e rompi cazzi? che devono sempre stare al centro dell’attenzione di tutti e non solo di quelli che li hanno generati? Forse perché le madri lavorano tutto il santo giorno e li lasciano accampati negli asili, nelle palestre o davanti alla tv dobbiamo fargliele passare tutte? Ma non è certo colpa nostra, noi non abbiamo scelto di procreare e abbiamo tutto il diritto di non avere rotture di balle tra i piedi o almeno di non essere ripresi da sti mocciosi con il benestare delle loro madri frustrate dai sensi di colpa verso i loro luciferini pargoli o no?

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mercoledì, 04 ottobre 2006
 

Ultime sulla liason di Sancho Pansa con Pescivendola.

Mentre noi siamo costrette a redigere umilianti nonché grottesche lettere in cui si vantano le virtù della pescivendola tipo: "ringraziamo la sig.ra ...per il significativo contributo al buon esito del Convegno.." oppure "ringraziamo la sig.ra ... . per l'abnegazione dimostrata in occasione del Convegno...", mentre sulla mail di posta certificata di Sancho Pansa siamo costrette a leggere cose di tale tenore (speriamo ancora che sia imputabile a spam):" Le inoltriamo il kit da lei richiesto: guanti in lattice, vibro massaggiatore per vagina, vibro massaggiatore per ano con pompa (?), pinze per capezzoli, 20 preservativi profumati", mentre siamo costrette a far tardi dal dottore perchè dobbiamo consegnare personalmente uno foto ricordo alla pescivendola con tanto di lettera smielata e autografata da Sancho Pansa, mentre insomma siamo prese da queste attività di alto livello professionale che presuppongono una buona dose di specializzazione in leccaggio di culo e avvedutezza, la promozione tanta agognata è arrivata… naturalmente è successo quello che nei peggiori delle ipotesi si poteva prevedere ossia lo scatto di una sola categoria che è letteralmente una presa per il culo, la cui unica differenza è rappresentata da circa una ventina di euro in più nella busta paga.

Si vede che 20 euro è il prezzo adeguato alle umiliazioni, allo stress, agli scorni, alla ignominia e alla volgarità a cui siamo sottoposte tutti i giorni.

Oggi caffè virtuale pagato a tutti :)  

 

postato da ossimoro73 | 12:12 | commenti (4)