Un diavolo per capello
E’ da tempo immemore che siamo parruccchiere – dipendenti, essendo infatti dotate di capello facilmente suggestionabile al minimo cambiamento meteorologico. Le nostre principali uscite economiche sono imputabile alla voce "messa in piega"…probabilmente l’ultima volta che ci siamo lavate i capelli a casa c’era ancora il muro di Berlino e Berlusconi era impegnato a fare qualche simpaticissima comparsata nel corso di Drive In (che bei tempi, quando ancora il Cavaliere era indeciso tra la carriera politica o quella del cabarettista). Ci rechiamo dal parrucchiere quindi fin dai tempi del taglio a coda di rondine o fungo atomico che dir si voglia (per intenderci l’acconciatura corta sopra e lunga sotto, a tal proposito serbiamo un ricordo agghiacciante di una certa Nadia Corradini che alle medie portava tale taglio con l’aggravante, reputiamo penale, di aver applicato sul taglio corto la permanente che la faceva sembrare tale e quale ad un fungo atomico) per non parlare poi degli anni 90 caratterizzati dal minimalismo nella moda e quindi da capelli liscissimi con l’uso improprio e devastante della piastra che ha ucciso più lei follicoli peliferi che non la nube tossica di Chernobyl (erano gli anni della contrapposizione agli anni 80 e volevamo tutte punirci per aver seguito biecamente l'edonismo reaganiano anche nella pettinatura e se pensiamo al sopracitato taglio a coda di rondine capiamo che eravamo del tutto giustificate nel volontario intento di bruciarci i capelli) e infine i giorni nostri che sono un sunto degli anni 80 e 90, il capello liscio infatti si porta con le punte mosse, c’è poi qualche deriva alla Farraw Fawcett (a cui lo ammettiamo qualche volta ci siamo arrese anche noi) che però è sempre una piega rivisitata e quindi lontano dagli eccessi dal capello criminalmente cotonato degli anni 80. Tutto questo per dire che oggi ci troviamo ad un nuovo varco nella nostra vita: la scelta di un nuovo parrucchiere.
Avevamo trovato infatti, da circa tre anni, la pace interiore, scoprendo un parrucchiere che faceva la piega a 7 euro, tanto che ci andavamo due volte la settimana. Tale idillio era destinato a finire, il perfido fato ha voluto che il parrucchiere (ragazzo simpatico, per niente rozzo, nonché affabile) ahimè fosse eterosessuale e si invaghisse di una sua lavorante che a Napoli si direbbe "è entrata sicca e si è fatta chiatta" e già perché se all’inizio era tutto culo e timidezza una volta dimagrita e acquisita sicurezza e soprattutto l’ammore del proprietario si è fatta chiatta in quanto prepotenza, arroganza, disprezzo del pericolo e stronzaggine. Ma non è finita, la puttanella era pure gelosa del suo uomo (ma chi se lo filava, noi che dal parrucchiere siamo più asociali del solito e ci mettiamo in modalità Filini nel leggere i giornali poichè siamo tanto miopi) e tanto ha fatto che il fidanzato non lo faceva più avvicinare a nessuno, se si escludono le ottuagenarie bisognose di una messa in piega con rolli, in più il parrucchiere (quell’omme e’ merda) si è trasformato da ragazzo ben educato a sbruffone e gradasso con i clienti e a cagnolino pulisci piedi con lei e non solo.. Miss Stronzaggine Acuta si è fatta pure sposare (N.d.O.: impariamo da ste donne crudeli come si fa…). Per farla breve, ultimamente il clima era sempre più da roditura di culo ma noi non mollavamo perché alla fine per 7 euro di messa in piega, eravamo pure disposte a mettere la dignità sotto i piedi, ma aihinoi ci ha pensato la stronza, una volta sposata, a prendere le redini della situazione e convincere quel tapino a chiudere il negozio (che peraltro andava molto bene) senza avvisare nessuno (piezzi e mierda) e allora ecco che a noi ci è toccato andare alla ricerca di un nuovo parrucchiere e proprio in questi giorni abbiamo vissuto due paradossi che ora illustreremo: il parrucchiere sfigato e il parrucchiere fighetto.
Il parrucchiere sfigato fa la piega a un prezzo conveniente 10 euro (meno non si trova) ma come contrappasso ti trovi la figliolina della parrucchiera a fare la cacca sul vasetto situata proprio di fronte all’entrata, per non parlare del profumino del ricordino della creaturella misto a minestrina con formaggino che impregna tutto il salone. Il pezzo forte però è dato dal fratello della parrucchiera addetto a fare le messe in piega oltre che il muratore la domenica (è vero!). Questi è fisicamente handicappato (non è un eufemismo) parla come donald duck (crediamo per problemi di deviazione nasale) ed è quindi difficile da capire specie se c’è il frastuono del phon ed è leggermente idrocefalo. Dobbiamo ammettere che la piega non la fa male e se pensiamo che è spiccicato a Benigno, l’infermiere di "Parla con lei" di Almodovar (anche il modo tenero di come si occupa delle vecchine sotto il casco mentre gli fa il pedicure) bè questo è un punto senz’altro a suo favore insieme alle 10 euro, si intende.
Ma passiamo all’altro: il parrucchiere fighetto. Tale salone è costituito da tanti ragazzetti che hanno una puzza sotto il naso insopportabile ma questo è il minimo, per una piega abbiamo pagato 23 euro (23 EURO!!!!) ma non è finita.. oltre a rapinarti, questi negozi sono nati per scassarti la minchia…infatti il negozio di cui parliamo appartiene a una catena (facilmente intuibile) che è una sorta di mac donald del capello, i lavoranti si comportano e dicono tutti le stesse cose a macchinetta come degli autistici, con una finta educazione così costretta da diventare maleducazione, riportiamo alcuni sprazzi del dialogo realmente accaduto, per rendere l’idea:
Parrucchiere: Buon giorno mi vuole dare il cappotto?
Noi: no grazie, preferisco..
P.: Mi dia il cappotto (con tono fermo, si avvicina e ce lo toglie), può appoggiare l’ombrello lì, grazie.
Noi: qui va bene?
P.: No, più a destra , nell’angolo preciso dove il cardine della porta incontra quello del muro…..
Noi che siamo a sto punto già stressate, ci sediamo sulla prima sedia libera ma….
P.: No qui, l’altra, in modo che il nostro collaboratore verrà quanto prima a farle uno screaming del capello , quante riviste vuole?
Noi: be, va bene una.
Loro: no, ne gliene porto due.
Noi: ((fa un po’ come cazzo te pare)) ehm grazie…
P2. che fa lo screaming: questi capelli sono piuttosto secchi.
Noi: bè… io li trovo invece piuttosto grassi, comunque…
P2: no sono secchi, la vuole la crema?
Noi : si va bene il balsamo.
P2: no signora, non ci siamo capiti, noi non usiamo balsami (con tono sprezzante e scandalizzato come se avessimo detto che era nostra abitudine metterci merda sui capelli) usiamo maschere.
Noi: va bene, mi metta la maschera.
P2.: allora messa in piega, maschera e shampoo sono 23 euro, le va bene?
Noi (( li mortacci vostra) e si …va bene (( tanto pure se andava male, era lo stesso no?))
P2.: (al momento del lavaggio) tolga la borsa tra la sua schiena e il sedile.
Noi : ecco fatto ((sgrunt!))
P2.: come vuole i capelli ?
Noi: Li vorrei lisci ma un po’ mossi alle punte.
P2: aspetti, li vuole spettinati o abboccolati?
Noi: ((gesù che tortura)) va bene la prima che ha detto, spettinati
Alla fine del lavaggio:
P2: Come li vuole (di nuovo!!!!!).
Noi : spettinati grazie
P2: guardi che lei prima mi aveva detto abboccolati.
Noi : (con tono ora piccato) no guardi io le avevo detto: SPETTINATI.
P2: no, no lei, mi aveva detto abboccolati.
Noi: (non ci vedevamo più dalla rabbia) senta io vengo dal parrucchiere per rilassarmi, mi faccia i capelli come vuole, capisco che non dipende da lei è proprio tutto il sistema che è davvero snervante (giuro che eravamo noi a parlare che non siamo per niente abituate a fare piazzate soprattutto a chi si spezza la schiena per lavorare e infatti ci siamo sentite in colpa subito dopo, ma avevamo sottovalutato il soggetto che avevamo di fronte, infatti dopo un po’….).
P2: ora può rimettere gli occhiali.
Noi: grazie ma non importa…
P2: sono da vista, vero?
Noi: ehm si….
P2 : appunto, allora se li rimetta (con tono da addestratore di marines)
No: ((mio dio, ci rinuncio, fuggo)) ooooook (respirazione autogena).
Ora è naturale che in quest’ultimo negozio che ci ha rapinato 23 euro, facendoci delle bisacce tante, non ci rimetteremo più piede ma siamo indecise su Benigno anche se, capite bene, ci vuole un po’ di stomachino per andarci. Crediamo che per ora la nostra ricerca continuerà ma abbiamo tanto il presentimento che diverremo delle nomadi della messa in piega. Anche stavolta non possiamo che constatare che un ulteriore punto di riferimento della nostra vita è venuto a mancare… a quando il tradimento della profumiera?