vicissitudini di una nana metropolitana

   storie, traversie, sogni ad occhi aperti e anche chiusi di un donnino piccolo piccolo alle prese con la metropoli


venerdì, 29 dicembre 2006
 

I vestiti nuovi dell’Imperatore.

Rivendichiamo l’attitudine di cantare ad occhi chiusi; di ballare davanti allo specchio; di gesticolare e fare l’esagitate; di parlare a voce alta; di essere stucchevoli e inviare messaggi sulla volpe e il piccolo principe al ragazzo che si ama; di pronunciare davanti ad un tramonto la parola "Ti amo";

Ok, a volte anche noi cerchiamo di fare le fredde, prendendo le distanze da tali atti sconsiderati però poi quando siamo noi a essere derise per tali atteggiamenti, ci rode, perché è vero che non ci piace chi è troppo esaltato, però è anche vero che la spontaneità è una virtù da coltivare e quando incontriamo qualcuno (assai più infelice di noi) che con uno sguardo di sufficienza o una frase saccente, vuole alzare il velo della fantasia e della creatività, smascherando il gioco, facendoci sentire nude come nella favola dei vestiti nuovi dell’imperatore, proprio non ci trova d’accordo.

Si tratta di persone intristite dalla vita, per carità lo siamo pure noi, ma non per questo andiamo in giro a spiattellare agli altri la realtà per quello che è; è gente che con la scusa di essere alternativa e colta è incapace di perdonarci una frase retorica come un "carpe diem" di troppo o una capigliatura alla Leila di "Guerre stellari", è gente che va in giro dicendo " che cazzo ti ridi, non vedi che il mondo è destinato presto ad auto distruggersi ".

Grazie al cavolo! lo sappiamo che la vita è una gran fregatura e che su questa terra si è nati per soffrire ma nonostante questo fateci continuare a giocare e a battere il tempo con il piede e muovere la testa come dei celebrolesi, no?

Detto questo, salutiamo e auguriamo un anno di spontaneità a tutti.

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venerdì, 22 dicembre 2006
 

Natale a casa Ossimoro.

Il Natale a casa nostra è davvero qualcosa che di più politicamente scorretto ci possa essere; diventa l’occasione per tirar fuori tutto il veleno e i rancori accumulati durante l’anno, sospettiamo che qualcuno dei nostri parenti li curi gelosamente per poterli poi spiattellare ai quattro venti davanti a tutti i commensali il giorno di Natale.

Innanzitutto ci sono le diverse appartenenze politiche che generano conflitti che neanche "a porta a porta" o a "buona domenica" si vedono mai. Infatti, spiace dirlo ma anche quest’anno ci saranno più fasci alla nostra tavola che non alla tavola addobbata di donna Assunta vedova Almirante e c’è anche da dire che non si tratta solo di innocui vecchietti che proferiscono le classiche frasi ottuse e inutili " a i tempi del Duce si stava meglio" oppure "a se Lui ritornasse…" ma si tratta di giovani e dispettosissimi proseliti di AN (quando ci dice bene) che partoriscono pensieri abominevoli e che non fanno altro che provocare …quindi giù urla, liti, del tipo "voi siete dei pervertiti "(a proposito di pacs) e noi a rispondergli " a mignottari" (che vuol sintetizzare piuttosto efficacemente l’ipocrisia della destra che inneggia alla famiglia e poi come minimo sono tutti e divorziati e si accompagnano a mignottoni dalle labbra e tette siliconate).

Poi c’è il cugino (già ne abbiamo parlato) stile Costantino Vitagliano che forse è pure peggio (almeno quegli altri hanno un’idea seppure ripugnante) e il suo vuoto pneumatico è capace di spiazzarci ogni anno, probabilmente verrà vestito come se andasse in spiaggia d’estate, abbronzato come un biscotto pan di stelle del mulino bianco e con catenoni D&G al collo (n.d.o. : abbasso gli accessori super griffati ).

Poi c’è la famosa zia kitch, per intenderci quella dei preparativi del matrimonio della figlia, che con il suo foulard leopardato inizierà a vomitare su quanto lei abbia gusto, sua figlia sia bella e che ha fatto un bel matrimonio, esortando tutte noi zitellone a fare lo stesso mettendo volutamente il dito nella piaga (ma se tutto va bene quest’anno siamo fidanzate pure noi, tiè!!) poi probabilmente ci sarà il genero cremonese che con occhio bovino guarderà atterrito noi che urliamo e ci pestiamo e che incarniamo esattamente la macchietta della famiglia meridionale che descrivono i Leghisti nei loro comizi.

Poi c'è la figliol prodiga che ritorna per Natale e che parte del parentame ha ripudiato perchè vive nel peccato, in quanto convivente e giù rinfacciamenti del tipo "ci hai tanto deluso, vivi con un divorziato e oramai sei un albero sterile perché non vuoi partorire dalle tue carni un nipotino che ci darebbe tanta gioia" (giuriamo che il sostantivo albero vicino all’aggettivo sterile è stato davvero pronunciato in un Natale di qualche anno fa).

Immancabilmente ci saranno i nostri vicini giapponesi, con sguardo atterrito peggio del cremonese, convinti di assistere ad una vera e propria tragedia familiare che il giorno dopo leggeranno sui giornali quando invece le nostre urla spesso e volentieri sono indirizzate a informare gi altri commensali della bontà del torrone.

Per fortuna come in una classica commedia all’italiana tutto ritornerà a posto e si concluderà per il bene, ci abbracceremo, qualcuno piangerà e i fasci sorrideranno ai rifondaroli (ma non viceversa), i giapponesini, dopo averli rimpizzati come capponi, saranno obbligati a cantarci qualche pezzo del loro repertorio (ricordiamo che trattasi di cantanti lirici), mentre il nonno a mezza bocca, con la sua saggezza popolare, pronuncerà la fatidica frase " pure sto Natale ce lo siamo tolto dai cojoni" e allora non resta che augurare un prudente felice Natale a tutti.

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giovedì, 21 dicembre 2006
 

Su richiesta di Lise, della serie "i veri mostri":  Presepe e Pesce su flickr:

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mercoledì, 20 dicembre 2006
 

Il pesce di Sancho Pansa

Dal titolo sembrerebbe che vorremmo fare dell’umorismo sguaiato e triviale invece è proprio da prendere alla lettera. Ogni Natale, infatti, qui in ufficio c’è il rito del pesce di marzapane distribuito con toni paternalistici dal nostro capo a tutto il servizio e ogni anno a chiederci con tutti i colleghi chi è il malcapitato a cui è stato donato il pesce più grande che è sinonimo di disgrazia e cetrioli in vista (questo sì che ha valenza triviale!). Infatti secondo Sancho Pansa i più meritevoli hanno in dono il pesce più grande e con una probabilità statistica molto alta questi meritevoli che sono al centro dei pensieri del capo entro l’arco dell’anno solare saranno presto rimpiazzati e messi a protocollare in altri servizi. Inutile dirvi che quest’anno siamo stati tra i fortunati ai quali è capitato il pesce più grande e non solo, a noi personalmente è stato dato un secondo regalino motivato da Sancho Pansa con la seguente frase "lei per me è una persona speciale" (cazzo!!!). Così ci siamo ritrovate tra le mani l’obbrobrio kitsch per antonomasia e precisamente una conchiglia che fa da piedistallo ad un’altra conchiglia da dove si può scorgere un presepe in plastica tutto tempestato di paillette argentate e, a quel punto, marchettare quale siamo abbiamo proferito le seguenti parole "avvocato,  mancava alla mia stanza un’aria natalizia ora con questo presepe sulla scrivania sentirò di più il Santo Natale" Dite che abbiamo proferito una boiata bestiale? Lo pensiamo anche noi, ma crediamo che chi è capace di fare regali del genere, sia anche capace di bersi le cazzate più immani. Ritornando a noi, oramai in ufficio ci danno prossime a essere spedite in archivio a fare le ragnatele e a essere dimenticate per sempre, il che ci pare un’ottima prospettiva nonché obiettivo per il nostro 2007.

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giovedì, 14 dicembre 2006
 

A noi il KGB ci fa un baffo.

Dopo accurate indagini, siamo entrate in possesso di notizie scottanti (non ci chiedete come, vi basti sapere che siamo state protagoniste di gesti davvero biechi e loschi). Abbiamo infatti appurato l’esistenza di un pericolosissimo soggetto di sesso femminile che gravita intorno al Lemure e che gli scassa la minchia. La tapina (parrebbe una sua ex) si finge amica ma da circa un paio di mesi sta implorandolo per un’uscita allo scopo di fare solo due chiacchiere davanti ad una birra, ponendo tali viscide domande "come sta la tua donna?" a parte gli scongiuri e le grattatine del caso, rientra nella tipicità delle "frega marito" definire la fidanzata dell’uomo che si vuole abbindolare, "donna" per ostentare una finta scioltezza e far credere che al riguardo si è del tutto serene, salvo poi accennare al fatto che lei lo pensa tutti i giorni e che vuole essere più coinvolta nella sua vita… coinvolta? che vuole organizzare pacifiche gitarelle a tre? Questa naturalmente non è un’amica ma è una gran paracula nonchè una temibile concorrente pronta a tutto…ultimamente certe sue affermazioni si stanno facendo sempre più azzardate tipo se lui le dice " ultimamente sono stressato" lei risponde " abbi il coraggio di prendere delle decisioni nella vita" che tradotto non significa altro" accanna la tapina con cui stai e congiungiti carnalmente con me". Il Lemure non si espone (come tutti i maschi), fa finta di non capire (bastardo) e rimanda l’appuntamento, noi naturalmente non possiamo cazziarlo, faremo una figura peggio di Scaramella, rischieremmo di essere denunciate all’interpol o avvelenate con il polonio, che dobbiamo fare? Si accettano consigli spassionati, astenersi da consigli sanguinolenti tipo "avvelena lei con il polonio" o " uccidi lui".

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lunedì, 11 dicembre 2006
 

Un diavolo per capello

E’ da tempo immemore che siamo parruccchiere – dipendenti, essendo infatti dotate di capello facilmente suggestionabile al minimo cambiamento meteorologico. Le nostre principali uscite economiche sono imputabile alla voce "messa in piega"…probabilmente l’ultima volta che ci siamo lavate i capelli a casa c’era ancora il muro di Berlino e Berlusconi era impegnato a fare qualche simpaticissima comparsata nel corso di Drive In (che bei tempi, quando ancora il Cavaliere era indeciso tra la carriera politica o quella del cabarettista). Ci rechiamo dal parrucchiere quindi fin dai tempi del taglio a coda di rondine o fungo atomico che dir si voglia (per intenderci l’acconciatura corta sopra e lunga sotto, a tal proposito serbiamo un ricordo agghiacciante di una certa Nadia Corradini che alle medie portava tale taglio con l’aggravante, reputiamo penale, di aver applicato sul taglio corto la permanente che la faceva sembrare tale e quale ad un fungo atomico) per non parlare poi degli anni 90 caratterizzati dal minimalismo nella moda e quindi da capelli liscissimi con l’uso improprio e devastante della piastra che ha ucciso più lei follicoli peliferi che non la nube tossica di Chernobyl (erano gli anni della contrapposizione agli anni 80 e volevamo tutte punirci per aver seguito biecamente l'edonismo reaganiano anche nella pettinatura e se pensiamo al sopracitato taglio a coda di rondine capiamo che eravamo del tutto giustificate nel volontario intento di bruciarci i capelli) e infine i giorni nostri che sono un sunto degli anni 80 e 90, il capello liscio infatti si porta con le punte mosse, c’è poi qualche deriva alla Farraw Fawcett (a cui lo ammettiamo qualche volta ci siamo arrese anche noi) che però è sempre una piega rivisitata e quindi lontano dagli eccessi dal capello criminalmente cotonato degli anni 80. Tutto questo per dire che oggi ci troviamo ad un nuovo varco nella nostra vita: la scelta di un nuovo parrucchiere.

Avevamo trovato infatti, da circa tre anni, la pace interiore, scoprendo un parrucchiere che faceva la piega a 7 euro, tanto che ci andavamo due volte la settimana. Tale idillio era destinato a finire, il perfido fato ha voluto che il parrucchiere (ragazzo simpatico, per niente rozzo, nonché affabile) ahimè fosse eterosessuale e si invaghisse di una sua lavorante che a Napoli si direbbe "è entrata sicca e si è fatta chiatta" e già perché se all’inizio era tutto culo e timidezza una volta dimagrita e acquisita sicurezza e soprattutto l’ammore del proprietario si è fatta chiatta in quanto prepotenza, arroganza, disprezzo del pericolo e stronzaggine. Ma non è finita, la puttanella era pure gelosa del suo uomo (ma chi se lo filava, noi che dal parrucchiere siamo più asociali del solito e ci mettiamo in modalità Filini nel leggere i giornali poichè siamo tanto miopi) e tanto ha fatto che il fidanzato non lo faceva più avvicinare a nessuno, se si escludono le ottuagenarie bisognose di una messa in piega con rolli, in più il parrucchiere (quell’omme e’ merda) si è trasformato da ragazzo ben educato a sbruffone e gradasso con i clienti e a cagnolino pulisci piedi con lei e non solo.. Miss Stronzaggine Acuta si è fatta pure sposare (N.d.O.: impariamo da ste donne crudeli come si fa…). Per farla breve, ultimamente il clima era sempre più da roditura di culo ma noi non mollavamo perché alla fine per 7 euro di messa in piega, eravamo pure disposte a mettere la  dignità sotto i piedi, ma aihinoi ci ha pensato la stronza, una volta sposata, a prendere le redini della situazione e convincere quel tapino  a chiudere il negozio (che peraltro andava molto bene) senza avvisare nessuno (piezzi e mierda) e allora ecco che a noi ci è toccato andare alla ricerca di un nuovo parrucchiere e proprio in questi giorni abbiamo vissuto due paradossi che ora illustreremo: il parrucchiere sfigato e il parrucchiere fighetto.

Il parrucchiere sfigato fa la piega a un prezzo conveniente 10 euro (meno non si trova) ma come contrappasso ti trovi la figliolina della parrucchiera a fare la cacca sul vasetto situata proprio di fronte all’entrata, per non parlare del profumino del ricordino della creaturella misto a minestrina con formaggino che impregna tutto il salone. Il pezzo forte però è dato dal fratello della parrucchiera addetto a fare le messe in piega oltre che il muratore la domenica (è vero!). Questi è fisicamente handicappato (non è un eufemismo) parla come donald duck (crediamo per problemi di deviazione nasale) ed è quindi difficile da capire specie se c’è il frastuono del phon ed è leggermente idrocefalo. Dobbiamo ammettere che la piega non la fa male e se pensiamo che è spiccicato a Benigno, l’infermiere di "Parla con lei" di Almodovar (anche il modo tenero di come si occupa delle vecchine sotto il casco mentre gli fa il pedicure) bè questo è un punto senz’altro a suo favore insieme alle 10 euro, si intende.

Ma passiamo all’altro: il parrucchiere fighetto. Tale salone è costituito da tanti ragazzetti che hanno una puzza sotto il naso insopportabile ma questo è il minimo, per una piega abbiamo pagato 23 euro (23 EURO!!!!) ma non è finita.. oltre a rapinarti, questi negozi sono nati per scassarti la minchia…infatti il negozio di cui parliamo appartiene a una catena (facilmente intuibile) che è una sorta di mac donald del capello, i lavoranti si comportano e dicono tutti le stesse cose a macchinetta come degli autistici, con una finta educazione così costretta da diventare maleducazione, riportiamo alcuni sprazzi del dialogo realmente accaduto, per rendere l’idea:

Parrucchiere: Buon giorno mi vuole dare il cappotto?

Noi: no grazie, preferisco..

P.: Mi dia il cappotto (con tono fermo, si avvicina e ce lo toglie), può appoggiare l’ombrello lì, grazie.

Noi: qui va bene?

P.: No, più a destra , nell’angolo preciso dove il cardine della porta incontra quello del muro…..

Noi che siamo a sto punto già stressate, ci sediamo sulla prima sedia libera ma….

P.: No qui, l’altra, in modo che il nostro collaboratore verrà quanto prima a farle uno screaming del capello , quante riviste vuole?

Noi: be, va bene una.

Loro: no, ne gliene porto due.

Noi: ((fa un po’ come cazzo te pare)) ehm grazie…

P2. che fa lo screaming: questi capelli sono piuttosto secchi.

Noi: bè… io li trovo invece piuttosto grassi, comunque…

P2: no sono secchi, la vuole la crema?

Noi : si va bene il balsamo.

P2: no signora, non ci siamo capiti, noi non usiamo balsami (con tono sprezzante e scandalizzato come se avessimo detto che era nostra abitudine metterci merda sui capelli) usiamo maschere.

Noi: va bene, mi metta la maschera.

P2.: allora messa in piega, maschera e shampoo sono 23 euro, le va bene?

Noi (( li mortacci vostra) e si …va bene (( tanto pure se andava male, era lo stesso no?))

P2.: (al momento del lavaggio) tolga la borsa tra la sua schiena e il sedile.

Noi : ecco fatto ((sgrunt!))

P2.: come vuole i capelli ?

Noi: Li vorrei lisci ma un po’ mossi alle punte.

P2: aspetti, li vuole spettinati o abboccolati?

Noi: ((gesù che tortura)) va bene la prima che ha detto, spettinati

Alla fine del lavaggio:

P2: Come li vuole (di nuovo!!!!!).

Noi : spettinati grazie

P2: guardi che lei prima mi aveva detto abboccolati.

Noi : (con tono ora piccato) no guardi io le avevo detto: SPETTINATI.

P2: no, no lei, mi aveva detto abboccolati.

Noi: (non ci vedevamo più dalla rabbia) senta io vengo dal parrucchiere per rilassarmi, mi faccia i capelli come vuole, capisco che non dipende da lei è proprio tutto il sistema che è davvero snervante (giuro che eravamo noi a parlare che non siamo per niente abituate a fare piazzate soprattutto a chi si spezza la schiena per lavorare e infatti ci siamo sentite in colpa subito dopo, ma avevamo sottovalutato il soggetto che avevamo di fronte, infatti dopo un po’….).

P2: ora può rimettere gli occhiali.

Noi: grazie ma non importa…

P2: sono da vista, vero?

Noi: ehm si….

P2 : appunto, allora se li rimetta (con tono da addestratore di marines)

No: ((mio dio, ci rinuncio, fuggo)) ooooook (respirazione autogena).

Ora è naturale che in quest’ultimo negozio che ci ha rapinato 23 euro, facendoci delle bisacce tante, non ci rimetteremo più piede ma siamo indecise su Benigno anche se, capite bene, ci vuole un po’ di stomachino per andarci. Crediamo che per ora la nostra ricerca continuerà ma abbiamo tanto il presentimento che diverremo delle nomadi della messa in piega. Anche stavolta non possiamo che constatare che un ulteriore punto di riferimento della nostra vita è venuto a mancare… a quando il tradimento della profumiera?

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lunedì, 04 dicembre 2006
 

Il colmo.

Il colmo è rinchiudersi in casa sabato pomeriggio per evitare di fare massa e di aumentare il numero dei partecipanti di quella cacchio di manifestazione che si sta svolgendo proprio sotto casa nostra e poi stare davanti alla tv e vedere nostro padre orgoglioso fare un cenno di saluto alle telecamere del TG 4.

No, questo non ce lo doveva fare, possiamo capire la frustazione di aver figliato tre zitellone isteriche, di cui due militanti sovversive, ma poteva sfruttare tale pathos per la creazione di un'opera d'arte e non divenire volontario strumento di propaganda di quel mostro di Fede...ciò ci fa scoppiare il cuore.

postato da ossimoro73 | 11:21 | commenti (5)