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mercoledì, 28 febbraio 2007
I meta bisogni del Lemure
A volte il Lemure sta in modalità "castigo di Dio" specie la domenica pomeriggio ma, a volte, capita anche di mercoledì sera, specie quando si va in pizzeria, tanto che "l’ortolana" ce la fa "intorzare" spesso e volentieri.
Le sue crisi periodiche le capiamo subito come lo scorgiamo dall’altra parte del marciapiede, dal suo sguardo perso nel vuoto e un po’ annacquato, il suo fare scorbutico malcelato da un sorrissino di circostanza .
Quando è così, non ne azzecchiamo una, iniziamo a straparlare per coprire il suo silenzio. Naturalmente lui si adombra ancora di più e noi entriamo nel panico che si palesa con una voce interiore che ci dice "adesso ti lascia, adesso ti lascia".
Sta voce interiore non è poi così inverosimile, è nata e, poi, ha ben attecchito in noi, dopo anni di frequentazioni di uomini melanconici e irrisolti. E già perché il Lemure si sente irrisolto come tutti gli uomini che abbiamo sentimentalmente incontrato sul nostro cammino. Sti’ tipi di uomini sono la peggio disgrazia che il cielo possa inviare ad una ragazzetta mediamente romantica che si è formata sui libri di Jane Austen, rappresentando il massimo della precarietà.....altro che rapporti lavorativi a progetto, in questi casi non si sa neanche se farai le ferie e soprattutto se le trascorrerai con loro. Per loro è un tutto " viviamo alla giornata" "oggi ci sono, domani chissà" oppure " vuoi andare alle isole Eolie? Ma è troppo presto per progettare una vacanza, chissà fra qualche mese dove saremo…" e noi vorremmo rispondergli "e dove cazzo vuoi che saremo? se si esclude una morte improvvisa causa malformazione cardiaca congenita (in effetti di questi casi di morte precoce in giovine età, potremmo addurre una lista lunghissima).
La cosa grave di tutto questo che, dopo anni di frequentazioni di persone instabili, pure noi abbiamo preso a parlare con un certo distacco e cinismo. Ma noi non siamo così, guardiamo in faccia la realtà, veniamo da una famiglia piccola borghese che spesso si è ritrovata in locali finto chic con capitelli dorici e affreschi di dei apolli in occasione di nozze d’oro e d’argento, che considera, come fine ultimo dell’universo, il matrimonio e il sopportarsi negli anni nonostante si voglia, ma solo in certi momenti, accoppare il proprio marito o moglie per sopraggiunta arteriosclerosi dell’uno o dell’altra, infierendogli il peggiore male possibile.
A volte sentiamo che i nostri valori e esigenze distano anni luce da quelli del Lemure, prendiamo ad esempio il lavoro, verso il quale abbiamo un atteggiamento di santa accettazione e di tiepido affetto. Il Lemure mal sopporta, o almeno, non nasconde il suo stupore nei confronti del fatto che non ci lamentiamo del nostro impiego, pur subendo svariate angherie e umiliazioni.
Premesso che noi crediamo che angherie e umiliazioni, soprattutto sui deboli si trovino in qualsiasi posto lavorativo (ok la nostra è una scuola di pensiero piuttosto darwiniana), ci sentiamo fortunate ad avere uno stipendio sicuro alla fine del mese, procurato senza spalare letame di elefante in un circo o a scavare in miniera (è forse mediocre ciò?) . Certo ammettiamo che siamo circondati da gente che si dispera e si lamenta del fatto che nelle mansioni non ci mette passione, ma diciamo pure che sta cosa della passione ci sembra un po’ una favoletta americana, secondo noi il lavoro da quando è lavoro non può incutere sentimenti di passione e amore, da quanto ne sappiamo noi, il lavoro non dà orgasmi e non ti fa proferire frasi intercalate dalle parole "amò", tesorino" topino "
L’avere un impiego che appassioni e realizzi è quindi il problema principale per cui tutti gli uomini che abbiamo frequentato si sentivano dei falliti: c’era chi faceva il commesso ma invece voleva fare il chitarrista, chi faceva l’insegnante invece voleva fare lo scrittore, chi voleva cambiare il mondo invece è ora un impiegato dei servizi sociali di Londra e pianta alberi nei quartieri disagiati…ok queste ambizioni le possiamo comprendere, ma ci risulta più arduo comprendere perché il Lemure che è impiegato in una buona azienda, aspiri a fare il commercialista. Per carità, se quello fosse veramente il suo sogno, gli diremo "ok, licenziati e vai a farti sfruttare in uno studio commercialista dalle 9 del mattino alle 9 di sera, prendendo un rimborso spese di circa 150 euro al mese", ma il fatto è che neanche lui ne è convinto veramente.
Ed ecco allora sguardi di insofferenza e insoddisfazione, frasi allarmanti, tipo: "devo cambiare qualcosa nella mia vita, così non ce la faccio più ad andare avanti".
Capite bene che quel " devo cambiare qualcosa" noi lo personalizziamo molto, nel senso che ci viene legittimo pensare che lui non sia felice con noi e non voglia veramente passare le sue giornate in compagnia di un commercialista panzuto e puzzone che lo sfrutti, ma che gli serva semplicemente una nuova compagna che lo stimoli più di quanto facciamo noi e che sia alta 1 m e 70, porti la taglia 38 e abbia delle tette enormi (ok, non è molto verosimile la presenza nella stessa femmina di una taglia 38 e di tette grosse naturali, ma se ci dobbiamo fare del male, ce lo dobbiamo fare seriamente).
Ste’ cose le pensiamo con cognizione di causa, il ragazzo che voleva divenire chitarrista, una volta mollateci per motivi di realizzazione professionale, ha incontrato proprio la tipologia di ragazza sopra descritta (ok le tette ce l’aveva piccole, l’abbiamo appurato con i nostri stessi occhi) e il sogno di divenire il Jack Frusciante de’noantri è stato prontamente seppellito, una volta rasserenatosi e appagato per aver incontrato la donna della sua vita (sue testuali parole, sic!).
Con il Lemure quando si affronta sto discorso della realizzazione , a volte ci viene da fare le distaccate, esortandolo a prendersi un anno sabbatico in giro per il mondo e, in particolare, ad andare in Brasile (Gesù che picchi di masochismo), ma credo che la prossima volta dovremo essere più vere e dirgli che deve ringraziare il cielo che ha una che con taglia 42 e una 3° abbondante di reggiseno ancora tollera i suoi picchi umorali…ma forse stiamo dando un taglio troppo materiale ad una questione più complessa e strettamente correlata all’esigenza di meta bisogni che tutti noi sentiamo.. ma tanto è grave che il nostro meta bisogno è attualmente rappresentato da un romantico abito da sposa visto nel sito di clara luna e opportunamente salvato nel file "personale"?
giovedì, 22 febbraio 2007
Certe debolezze
Ci sono giorni in cui riusciamo a dire no a tutti, dal fioraio bengalese che vuole venderci una rosa, al mendicante claudicante, all’amica che vuole uscire con noi, ma ci sono altri giorni in cui siamo così deboli e senza midollo che accetteremmo pure l’invito a cena da parte di Hannibal Lecter.
Ieri, per esempio, ci siamo parecchio urtate con noi stesse perché non siamo riuscite a contrastare una collega che ci voleva piazzare una collana di pannolence con grossi fiori viola e rosa, realizzata da una sua amica, che ci fa sembrare delle hawaiane e al suo "tanto tu ti vesti sempre di viola e rosa", non abbiamo saputo opporre alcuna contro dichiarazione.
L’aggravante è che sta persecuzione dura da mesi, già le abbiamo comprato (spendendo una tombola) nell’ordine:
collana con appeso cuore enorme finto swarosky che abbiamo già fracassato a terra;
orecchini pendenti con cuoricini luccicosi che danno sul giallo (pietà) che ci fanno sembrare Lucia dei Promessi Sposi ;
collana di pannolence con fiori bianchi e neri.
C’è qualcuno che possa suggerirci il da farsi, per arrestare questo meccanismo perverso che ci ridurrà, ben presto, povere oltreché addobbate come un albero di Natale?
martedì, 20 febbraio 2007
Un uomo e una donna
Un uomo dice a una donna: "non potrei mai tradirti".
Donna: (con occhi a cuore e risatina alla muttley) "si anch’io tesorino, non riuscirei mai a vedermi con un altro uomo "
Uomo: "no, è che troppo faticoso avere più storie insieme, figurati per me è già difficile mantenere questa con te" .
Donna: (sguardo alla Charles Manson) "ma vedi di andartene a fanculo".
Uomo: "vedi che è faticoso? tu mi mandi sempre a fanculo".
venerdì, 16 febbraio 2007
La telefonata del mattino
Tutti sono costretti, nella loro esistenza, a portarsi dietro una o più croci, noi ne abbiamo una in particolare che si sta facendo davvero pesante: la telefonata mattutina al capo (Sancho Pansa). E già perché può nevicare, ci possono essere arrivate le cose nostre, la Korea del Nord può aver dichiarato guerra agli Stati Uniti, può esserci morto il pesce rosso ma la telefonata delle 8.30 è inevitabile, pena la gogna pubblica. Sancho Pansa è stato chiaro sulla obbligatorietà di sentirci all’ora stabilita, cadesse il mondo…. Precisiamo che alle 8.30 siamo dei relitti umani tra il sonno e la veglia, oltreché, spesso, oppresse da bisogni fisiologici impellenti. All’inizio è stato un vero e proprio dramma, ricordarci di telefonare all'ora esatta... e poi pensare che la prima persona che sentiamo la mattina è “er panzone” del capo, ci si accappona la pelle. Il bello (si fa per dire) de ste telefonate è che stanno diventando di un drammatico unico e sempre più cariche di tensione, portiamo qualche esempio:
“L’indovinello”
Noi: Buongiorno avvocato , come sta?
Sancho Pansa: mi perdoni…. (( al 99% sono guai, quando esordisce così))
Noi: (cazzo) mi dica?
Sancho Pansa: ma ieri non le avevo detto di fare quella cosa?…
Noi (cazzo, cazzo) scusi quale….? (( in quei momenti non ricordiamo neanche il colore dei nostri capelli, panico totale))
Sancho Pansa: no, me lo dica lei, se lo ricorda?
Noi: (cazzo, l’indovinello di prima mattina, nooooo), bè, ora proprio non mi sovviene…
Sancho Pansa: si prenda un caffè la mattina, si svegli…………((e attacca il telefono))
“La persecuzione”
Noi: Buongiorno avvocato, tutto bene?
Sancho Pansa: non va affatto bene….
Noi: (cazzo) avvocato che è successo? ((con voce incrinata e sensazione di chi sta offrendo il collo al boia)).
Sancho Pansa: ho saputo che il la sig.ra "tal de tali" ieri è stata protagonista di un atto inqualificabile, ha attivato la segreteria del centralino cinque minuti dopo l’orario stabilito, si accerti di quello è accaduto e faccia una relazione per poter prendere i provvedimenti del caso.
Noi (cazzo,nooo scattano le indagini…..) va bene avvocato, mi attiverò.
Variante sul tema de “La persecuzione”
Noi: Buongiorno avvocato, tutto bene?
Sancho Pansa: non va affatto bene….
Noi: (cazzo) avvocato cosa è successo? ( timbro di voce come sopra)
Sancho Pansa: ieri abbiamo trovato la pianta della nostra stanza completamente recisa, si accerti chi è il colpevole e faccia una relazione per poter prendere i provvedimenti del caso.
Noi (cazzo come si fa una relazione su di una pianta, qual è il nome scientifico del tronchetto della felicità, che mi posso inventare per non mettere in mezzo nessun poveraccio, magari posso dire che si è suicidata, anche se per un tronchetto della felicità l’ipotesi del suicidio è piuttosto inverosimile, cazzo, devo chiamare il vivaio) va bene avvocato, mi attiverò.
“La benevolenza”
Noi: Buongiorno avvocato, tutto bene?
Sancho Pansa: mi perdoni ……
Noi: (cazzo, ci risiamo)
Sancho Pansa: mi perdoni, ma lei preferisce le palle di Mozart o la Sacher Torta, sa sono all’aeroporto di Vienna , mi dica cosa desidera che le porti.
Noi: (fiuuuuu, l’abbiamo scampata) eh…la Sacher, avvocato, la Sacher….grazie moltissimo (con la testa sotto i suoi piedi).
“La contraddizione”
Noi: Buongiorno avvocato, tutto bene?
Sancho Pansa: perché mi chiama a quest’ora? Che è successo?
Noi: ma avvocato è lei che mi ha detto di chiamare ...
Sancho Pansa: Su , faccia presto, mi dica cosa è successo?
Noi (cazzo che ci inventiamo adesso) no niente, le volevo dire che….
Sancho Pansa: che?
Noi: volevo sapere come stava (cazzo, cazzo, cazzo), tutto bene, ha necessità di qualcosa?
Sancho Pansa : No di niente …..((e attacca il telefono))
Ora avete capito perché sta cacchio de telefonata è una croce oltreché un terno al lotto; disperate come siamo prima o poi saremo costrette a pubblicare un annuncio su un quotidiano qualsiasi che dica “A.A.A. cercasi volontaria che la dia al capo la mattina, offresi laute ricompense”
giovedì, 08 febbraio 2007
Casa dolce casa
Ci sono momenti in cui la vita mette di fronte a scelte importanti e noi che abbiamo sempre cercato di evitarle, avendo avuto - lo ammettiamo - sempre il culo parato, oggi siamo chiamate a decidere se offrire circa 400 milioni delle vecchie lire per un buco di casa di 35 mq e ci si arrovella la testa se si è scimuniti o se è il mondo si è scimunito, poi si valutano i vantaggi: c’è la metro sotto casa, c’è il terrazzino, c’è il termoautonomo , c’è una rosticceria e un giornalaio e, nella piazza sottostante, c’è il mercato e la statua di Padre Pio che hai visto mai….si decide che vabbè ci si accollerà sto mutuo per circa venti anni e con l’aiuto di mammà e papà in qualche modo la si sfangherà.
Per prima cosa, però, dovremo rinunciare alla stanza country romantica che abbiamo sempre sognato, ci possiamo scordare lo scrittoio, la libreria, la cassettiera e il baule che da anni erano disegnati nella mappina che ci portavamo sempre in borsa, in attesa di trovare casa.
Ma la cosa a cui non ci rassegneremo mai è che, probabilmente, dovremo convivere con un spaventevole armadio con televisore incassato, con ante in panna e ciliegio.
Gesù, l’armadio a ponte anni 80, no!!! fa tanto piccolo borghese, ci manca solo la plastica al divano e saremo l’Orietta Berti "de noantri".
Potrebbe darsi che non passeremo tutta la vita in 35 mq , magari in futuro potremo traslocare in una di 45 mq e, a quel punto, si che sarebbe "carne e’puorco" (n.d.t.: sarebbe "una vera goduria").
Certo potrebbe darsi che nessuno ci si pigli e allora ci immaginiamo vecchine che, in un giorno d’estate, ci lasceremo morire di crepacuore sulla poltroncina a quadri country (perché almeno la poltroncina ci deve entrare, cacchio!) e i vigili del fuoco ci troveranno in avanzato stato di decomposizione con i bulbi oculari divorati dal canarino, già vediamo un piccolo trafiletto sulla cronaca locale" anziana abbandonata dai nipoti morta di stenti a ferragosto".
E’ pur vero, però, che avremo un tetto sopra la testa dove morire e il rischio di lasciare questa vita sotto un ponte divorate e portate al largo dai sorci sembra, almeno per ora, scansato.
Ah agenzie immobiliari e Numi crudeli ci avete portato via tutti i sogni, ci avete persino negato il baule in decapè ai piedi del letto…. infami che non siete altro.
martedì, 06 febbraio 2007
L'angolo della stucchevolezza.
Amore è…..cambiare il sellino del vespotto nuovo con un sellino più basso, in modo da far arrivare comodamente le nostre gambette corte ai poggia piedi, senza che ci prenda una paresi lombo sacrale.
venerdì, 02 febbraio 2007
La pesantezza dell'essere.
E’ ufficiale la palestra ci fa solo ingrassare, infatti, da quando ci siamo iscritte, abbiamo messo su più di un chilo, certo non ci siamo fatte mancare i supplì cenerentola (riso e zucca), gli arancini brontolo (broccoli e salsiccia) e un paio di involtini primavera o qualsiasi altra cosa ci rechi goduria, tipo la nutella nei cornettini cerbiatto prima di andare a dormire, ma è pur vero che, con la stessa alimentazione e senza palestra, rimanevamo intorno ai 50/51 Kg.
C’è da dire che abbiamo iniziato a prendere gli ormoni, sarà anche quello, ma oramai dicono che le somministrazioni sono leggere, causano solo ritenzione idrica.
Ecco appunto, la ritenzione idrica, non ne parliamo, ci sentiamo come una cisterna colma d’acqua piovana, forse dovremo provare con le pasticche all’ananas per favorire la diuresi? O forse dovremo prendere ad accettate il nostro esterno cosce?
Questo post sembrerebbe quello di un’anoressica bulimica in fase acuta, ma oggi questa è la cosa che più ci arrovella, magari domani sarà il buco dell’ozono ma oggi lasciateci struggere per i buchi sui nostri glutei.
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