vicissitudini di una nana metropolitana

   storie, traversie, sogni ad occhi aperti e anche chiusi di un donnino piccolo piccolo alle prese con la metropoli


giovedì, 31 maggio 2007
 

Le incredibili avventure di Ossimoro.

Nei sotterranei di un reparto di medicina nucleare: noi in attesa di sottoporci alla seconda risonanza in meno di due mesi, il neuro radiologo che studia i nostri incartamenti,il silenzio come nei film di suspence.

Lui per primo rompe il silenzio e, con una certa gravità, dice quanto segue : "non so se posso darle un‘informazione particolarmente significativa".

Noi (con una certa solennità): "no dottore mi dica, non si preoccupi".

Il Neuro radiologo non risponde e, dopo circa 5 secondi, comprendiamo di aver dato un significato sbagliato alle sue parole. Perché se tutte le persone normodotate avrebbero capito che la frase stava effettivamente a significare "non so se sono in grado di darle maggiori informazioni rispetto a quanto è già stato detto dalle diagnosi precedenti" noi, catastrofiste della prima ora, avevamo capito "non so se posso darle questa terribile notizia, visto che è qui da sola e non me la sento di comunicarle che non ci sono speranze."

Una volta rassicurateci, abbiamo pensato (per l’ennesima volta) che nel mondo reale non ci sarà mai un dott. House che, avanzando claudicante, inizierà a scrivere su una lavagna tutte le ipotesi da scartare e quelle invece da approfondire per risolvere definitamente, in un modo o nell’altro, il caso Ossimoro. Si va avanti invece con supposizioni delle quali le ultime sono sempre le migliori, solo perché si ammantano di novità rispetto alle precedenti. Oramai abbiamo la certezza che il nostro mistero ce lo porteremo nella tomba, se si esclude la remota possibilità che un equipaggio di alieni sbarchi nel cortile di casa nostra e ci studi con evoluti marchingegni. E poi ci stiamo affezionando alla cosa misteriosa, in fondo non dà tanto fastidio, se si escludono suggestioni ipocondriache e medici che alla sua vista saltano dalla sedia o ne rimangono irrimediabilmente ammaliati.Popper dice che la scienza procede per errori e lo possiamo sottoscrivere.

L’unico interrogativo che ci poniamo, al quale neanche il dott. House saprebbe dare una risposta, è per quale dannato motivo nel momento del fraintendimento delle parole del dottore (ossia che non avevamo speranze), la nostra mente invece di visualizzare, che so, un cappio o, al contrario, una notte spassosa a ballare a colpi di reni su di un tavolo con i Centocelle Nightmare, ha visualizzato la scrivania del capo e noi davanti che, con un gesto inequivocabile, lo mandavamo finalmente a fare in culo?

n.d.o. in effetti nella visualizzazione c’era solo la scrivania ma non ricordiamo il capo, questo potrebbe dirla lunga sui meccanismi auto inibitori e repressi della nostra mente.

 

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lunedì, 28 maggio 2007
 

Panta rei

La cena di addio a G. è stata più triste di quanto pensavamo. A parte il saluto a G. che, tra pochi giorni, si trasferirà in Inghilterra con la mogliettina gravida, la cena è stato un occasione per vedere altri amici che abbiamo trovato tutti o quasi alle soglie di un cambiamento imminente. C’è prima di tutto da segnalare il più alto tasso di pance femminili lievitate che a memoria ricordiamo, infatti, se si esclude la nostra pancia tirata come un tamburo in virtù dell’elevata mole di carboidrati ingurgitati, ce ne erano altre due lievitate per cause naturali ossia perché in attesa di un bebè. Poi c’era il sorcetto che dava la notizia di una sua prossima dipartita definitiva per Dublino causa lavoro; ciò ha gettato nello sconforto più assoluto l’eterno innamorato e Alessiona naturalmente per motivazioni diversi, uno perché suo affezionato amico, l’altra perché sua discreta ammiratrice. C’è poi la mangia uomini che si è quasi decisa a partire per le lande desolate del Seveso per coronare il suo sogno d’amore. Cacchio siamo cresciuti e neanche ce ne eravamo accorti. La cosa più strana è che, dopo tanti anni trascorsi nell’immutabilità più completa, anche noi siamo in mezzo al guado, primo abbiamo una relazione che dura da quasi un anno ininterrotto senza che il nostro partner abbia ancora mostrato dubbi su se stesso e sulla nostra persona, insomma ancora non si è dato, adducendo scuse tipo voler sfondare con il gruppo dei Bee Hive o dei vattela a pesca o magari adducendo al bisogno impellente di ritirarsi in un qualche eremo del basso frosinate…questa è una novità in assoluto! Secondo perché fra poco andremo a vivere da sole. Insomma dopo anni di adolescenza dilatata il più vergognosamente possibile è finalmente arrivata l’ora di prendersi certe responsabilità come scendere le scale per comprare il latte o fare la fila alla posta per pagare un qualsiasi tassa senza delegare nessun componente del parentado. Siamo "nel mezzo del cammin di nostra vita" e qualcosa è mutato irrimediabilmente e, stavolta, non accade solo nella nostra prolifica vita mentale ma anche nella vita reale.La mangiauomini al manifestare di questa malinconia ha sintetizzato il periodo appena trascorso dicendo che gli anni del cazzeggio sono stati sì tanto dolorosi ma anche tanto belli. Aggiungiamo che, durante quel periodo, eravamo in attesa di qualcosa di straordinario che cambiasse le nostre vite e, probabilmente, eravamo solo in attesa di un uomo che ci si pigliasse e che ci amasse quel tanto che basta da superare il minimo sindacale, così è accaduto e speriamo che duri il più a lungo possibile.

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mercoledì, 23 maggio 2007
 

Gli amici del Lemure

Domenica scorsa è avvenuto " u miracolo" ossia il Lemure ci ha chiesto di raggiungerlo al centro mentre era in compagnia dei suoi amici. Da precisare che per amici intendiamo: maschi sopra i 35 anni, fighetti, perditempo, infantili e al contempo rincorri fica e fuggi fica che il Lemure ha sempre tenuto per sé, considerandoli un rifugio alle brutture della vita; con loro passa serate a ingurgitare ettolitri di birra, mangiare allegri pizzotti, conversare con la cadenza di Mario Carotenuto nel film "ladro lui ladro lei" e a organizzare serate "Lost" che consistono nella visione degli ultimi episodi della saga scaricati da internet con una frenesia e fedeltà tale che farebbero invidia alle ammiratrici di Grecia Colmenares.

Ritornando a domenica la notizia dell’incontro ci ha colto di sorpresa proprio mentre stavamo per uscire e, pertanto, sfiga vuole che non abbiamo fatto caso al look, pensando tra l’altro di trovarne uno solo di amico che già conoscevamo. Invece una volta arrivate in centro ci siamo trovate davanti al Lemure, al Lemure II (di cui avevamo già accennato tempo fa) e udite udite al Maestro chiamato così per quella sua aria di supponenza e quell’aria alla "lasciateme stà che la so lunga". Eravamo imbarazzatissime, infatti, solo al momento delle presentazioni con il Maestro, abbiamo compreso il grado di cozzaggine raggiunto; eravamo infatti conciate come delle poverelle con un paio di pantaloni né stretti né larghi o meglio sformati nei punti strategici ossia intorno ai vari cuscinetti che così erano evidenzianti ad arte, per non parlare di una camicetta che l’anno prima ci andava alla perfezione, ma che dopo un inverno passato a farci di carboidrati e di ormoni, faceva tutte grinze e infine il colpo mortale era dato da scarpetta camper da disabile con calzino bianco a vista….insomma delle vere scorfane.

Gli amici neanche a dirlo erano belli e abbronzati e naturalmente hanno pensato tutto il male possibile della nostra persona e sul povero Lemure, che bello e figo come loro, si è fatto incastrare da una creatura così orribile. Ma andiamo con ordine passando per un’analisi dettagliata dei due.

Il Maestro, gran puttaniere (…anche nel senso letterale), fa il dentista, è ricco, possiede tanti capelli oltreché una faccia e un abbigliamento da pariolo ed è insomma un gran pezzo di figliolo, tra l’altro ci chiediamo come sia possibile che tutti i dentisti abbiano tanti capelli e siano donnaioli e affascinanti insieme, ma c’è un esame per l’abilitazione alla professione che, oltre ad escludere i concorrenti affetti da alopecia o calvizia incipiente, comprende anche la materia "fascino e donne"?

Del Lemure II invece sappiamo di più perché lo conosciamo da tempo essendo stato una fiamma della nostra amica "la mangi uomini". Questi è la versione più idiota del Maestro, è quasi una figura commovente: fedele agli amici come un cagnolino quasi ai limiti della coglionaggine (per intenderci a 36 anni suonati se il suo amichetto si compra un paio di scarpe di una determinata marca, se le va a comprare pure lui) ma cinico e bastardo con le donne. In più è anche dotato di una vena polemica inutile, sa essere acido come una zitellona di 80 anni, è caratterialmente pesante oltrechè sabotatore sul lavoro, sembrerebbe infatti che passi il tempo a fare causa ai suoi datori di lavoro e a essere mobbizzato (ma secondo noi se lo merita). E’ anche il principale promotore della serate Lost o in genere di tutte le serate a tema del gruppo. Ritornando alle donne sembrerebbe che non gliene vada bene una, perché, ovvio, nessuno è alla sua altezza; la sua donna ideale deve essere un incrocio tra Naomi Campbell per fisico e Claudia Schiffer per viso(sue testuali parole). Per questo motivo, schifa tutte, pure quelle che frequenta (poverette loro) ma…. chi giudica tanto, ahinoi, sarà giudicato e infatti la mangia uomini, che l’ha conosciuto in senso biblico, riferisce spesso come lo stesso sia scarsamente dotato e duri assai poco J

Ma torniamo all’uscita in quattro e all’agio in cui i due mi hanno messo subito, tanto per iniziare il Maestro rivolto al Lemure esordisce dicendo: " dai vieni in vacanza con noi, siamo indecisi tra il Brasile o fare un tour nelle ex repubbliche della Russia" e poi con sguardo di scherno verso di noi " glielo permetti vero?" Premesso che le motivazioni altamente culturali e antropologiche intrinseche alla scelta del Brasile e della Russia sono piuttosto evidenti, il dilemma infatti a cui sono chiamati questi campioni di simpatia è  il seguente: è meglio la fica bionda o quella mora?ma lasciando perdere tale riflessione, alla domanda capziosa del Maestro abbiamo risposto che era il Lemure che doveva decidere, mica noi. Per fortuna il Lemure abbracciandoci (in pubblico e davanti ai suoi amici! "u miracolo 2" ), ha risposto che lui era già prenotato con noi (tiè!). Non ci resta che sperare che se ne vadano in Russia magari gli si congela l’arnese o il cervello che è la stessa cosa.

Ma non è finita, il Lemure II, gran rosicone, si rivolge a noi con la seguente frase: "ho saputo della casa che ti consegneranno a luglio, che bella fregatura che ti hanno dato, pagare per una casa così piccola  una tale somma". Si dà il caso che, da ragazze indecise, siamo particolarmente suscettibili sul versante casa tanto che avremmo voluto rispondergli "brutto bastardo, gran culone raccomandato che ti sei ritrovato una casa di 60 mq in uno dei più bei punti della città, pagando di pigione solo 100 euro mensili, che cazzo ne sai di mercato immobiliare che vivi al di fuori del mondo? Taci che sappiamo bene che da tempo vai in giro dicendo che l’ho pagato troppa, fatti li cazzi tua." Ma ci siamo limitate a rispondergli che si vedeva che non era al corrente del mercato immobiliare e che doveva stare zitto, insomma la risposta precedente depurata dalle parolacce.

A conclusione della serata sempre il Lemure II ci fa: perché ti sei tagliata i capelli? Fossi G. (il Lemure) da mò che ti avrei lasciata" .Ci sarebbe stato da rispondere che magari un taglio di capelli non può decidere la fine o meno di un rapporto ma spiegarglielo a quel beota sarebbe stato, crediamo, troppo difficile.

Naturalmente una volta, rimaste sole con il moroso, abbiamo sputato veleno sui suoi amici e la loro superficialità. Il Lemure ha tentato di consolarci dicendoci che la loro era tutta invidia ma, a dire la verità, ste frasi rivolte alla pseudo invidia degli altri poco ci rassicurano, anche perché l’unica cosa certa di tutta la vicenda è che quei due non vorrebbero mai stare con un esserino con le gambe di uno snorky e i cuscinetti a mò di air bag ai lati. Probabilmente voleva dire che i due sono invidiosi del bel rapporto che abbiamo instaurato, ma pure di questo siamo dubbiose..ma in effetti c’è stata una cosa detta dal Lemure a fine serata che ci ha inorgoglito tutte e ci ha fatto passare tutto il malumore e cioè che la differenza tra lui e i suoi amici era la seguente (riportiamo sue testuali parole) :"a loro piacciono le femmine a me piacciono le donne" J J J

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lunedì, 21 maggio 2007
 

Eravamo quattro amici al bar 2

Come dicevamo gli zitelloni non ci sono più, o almeno, quell’atmosfera da tempo sospeso che sembrava potesse non finire mai.

G. è stato il primo che si è accasato con la sua inglesina che, pur essendo graziosa e simpatica, dobbiamo riconoscerle la dote più antipatica che una femmina può avere cioè quella di plasmare a sua immagine e somiglianza il proprio uomo. L’inglesina è una bimba entusiasta della vita (e, diciamolo, pure un poco esaltata) che tutto quello che vuole ottiene. Voleva convivere con G. e tanto ha fatto che ci è riuscita in meno di due mesi, calandosi nella parte di Biancaneve inseguita dal cacciatore, G. non poteva fare altro che trasformarsi nel suo salvatore che le ha offerto una dimora dove riparare (proprio la casa dei setti nani se si considera i mq risicati del monolocale in questione) e da lì non si è più mossa né lei, né le sue tazze inglesi, né le sue birkenstok portate pure d’inverno (che mito di scioltezza quella donna). Non è finita, l’inglesina voleva sposarsi per competere nella gara alla cerimonia più figa con tutte le amiche del villaggio che l’avevano preceduta e lo ha fatto in pompa magna, dopo pochi mesi di convivenza, voleva una casa immersa nella natura selvaggia e l’ha ottenuta con vista lago, pagandola più del dovuto e facendo firmare a suo marito le rate di un mutuo spaventoso, ha voluto un figlio (secondo lei, G. era sulla via del declino e di lì a poco incapace prolificare) e si è fatta ingravidare in un nano secondo e, notizia fresca, ha ottenuto l’obiettivo finale cioè quello di far baracca e burattini (rivendendo la casa dopo neanche un anno), per andare a vivere nella campagna inglese dove il loro bambino potrà crescere a contatto con la natura, tra pecore e mucche e soprattutto a contatto con la civiltà britannica che "signora mia" è lontana anni luce da quella puzzona cosa che è la capitale italica. E vabbuò sabato prossimo organizzeremo una cena per salutare il buon e da tempo rassegnato G.

L’eterno innamorato si è fidanzato, come avevamo già raccontato, è alle prese con la pretenziosa Elviruccia tutta casa e chiesa che vorrebbe portarlo all’altare ma, notizia clamorosa, a quanto pare si accontenterebbe pure di una convivenza. Come cambiano le cose, Elviruccia era una di quelle integraliste cattoliche che alla notizia di rapporti prematrimoniali di una sua cara amica, ci mancò poco che la sgozzasse davanti ad una telecamera, famoso l’anatema che le lanciò salutandola, le disse: " a questo punto le nostre strade si dividono, mi chiedo cosa insegnerai ai tuoi figli". Ora invece sembrerebbe che passi i suoi giorni a organizzare gite e gitarelle pur di trastullare le sue carni peccaminose con il fidanzato (alleluja)…d’altronde che altro ci potevamo aspettare da una ragazza che ha trascorso i suoi anni migliori affetta dalla sindrome da pene priva, trascorrendo con altrettanto amiche zitellone vacanze alle cinque terre, sospirando davanti alla via degli innamorati? Chiaro è che una volta afferrato non lo voglia più mollare, pure se ciò significa gettare alle ortiche tutti i suoi convincimenti. Importante dire che l’eterno innamorato, dopo un periodo in cui tutti scommettevamo assai cinicamente "ora la sfancula, ora la sfancula" mostra segni di affetto e di tenerezza verso Elviruccia, dovremmo pertanto cambiargli pseudonimo.

La mangia uomini sembrerebbe aver messo la testa a posto con la persona che più agli antipodi di lei potesse essere; trattasi di un banchiere brianzolo con la cadenza alla cavalier Zampetti (per chi non si ricordasse il cav. Zampetti era il padre di Sharon in quel capolavoro di trash telivisivo anni 80 che furono i ragazzi della IIIC). A parte l’accento, si tratta davvero di un bravo ragazzo che si rivolge a lei usando nomignoli come la cicci o la ciccina, un evento, se si considera che poco prima gli uomini della sua vita poco ci mancava che le ruttassero in faccia.Sembrerebbe che la mangia uomini per amore stia valutando l’idea di abbandonare la vitale, generosa, solare capitale per trasferirsi in un villino bifamiliare (sotto vivono i suoceri, a onere del vero, fin troppo discreti, tipico delle genti di lì) in un paesotto sul seveso dotato di supermercato e piazza con muretto e nebbia inclusa. L’unica dubbio della mangiauomini (a parte la perplessità di moderare le urla durante l’amplesso per via delle vicinanze parentali) è rappresentato " ma se il giorno del disastro della diossina fosse cambiato il vento, il paesino sarebbe andato distrutto ?".

Infine un pensiero alla nostra amica italo tedesca, la prima che si separò dal gruppo dei zitelloni (e meno male! per alcuni giorni rappresentò una minaccia seria al nostro idillio a causa dei suoi strusciamenti lascivi addosso al Lemure che mostrò di apprezzarli assai). Ora vive in una cittadina della Germania, facendo un lavoro interessante e redditizio alla faccia dei co.co. italiani; notizie recenti la vogliono intenta a progettare la convivenza e, subito dopo, un figlio con un gran bel pezzo di ragazzo greco.

Che dire abbiamo un nodo alla gola, non sappiamo se causato dall’inevitabile trascorrere delle stagioni e l’allontanarsi delle persone a cui si è voluto bene, o se dettato dalla paura che, se ci lasciassimo con il Lemure, non avremmo più gli zitelloni pronti a consolarci e ad ascoltare le nostre disgrazie.

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mercoledì, 16 maggio 2007
 

Eravamo quattro amici al bar

Si dà il caso che il gruppo di zitelloni impenitenti che eravamo noi e i nostri amici è oramai scomparso e inevitabilmente sono scomparse le feste a casa di G. accompagnate da fiaschi di romanella, dai fritti il cui aspetto sospetto dava loro un’aria vagamente cancerogena e dalle spaghettate di mezzanotte.

Di quel periodo ricordiamo soprattutto una malinconia di fondo che ci faceva spesso isolare da quei momenti conviviali e, con aria pensosa, ci faceva volgere lo sguardo al di là della finestra di G. dalle quale, trattandosi di primo piano, si poteva scorgere solo l’entrata secondaria di un garage, questo potete capire era motivo dell'acutizzarsi dello scoramento. A quel tempo, infatti, avevamo impostato la nostra esistenza intorno alla modalità " prima o poi io riconquisterò quell’uomo".Di quell’uomo, il chitarrista siculo, già ne abbiamo parlato e non ci dilunghiamo. Trascorrevano, pertanto, quei giorni nella frustrazione di non aver mai ricevuto spiegazioni o meglio spiegazioni che reputassimo veramente tali e la classica domanda tormentava le nostre notti deliranti "fino a ieri lui mi voleva, come è stato possibile?" , manco a dirlo, con tali interrogativi tediavamo tutta la comunità dei zitelloni.

In particolare c’era l’eterno innamorato (il classico finto amico disposto a tutto pur di trascorrere un’ora con noi) del quale, assai vigliaccamente, abusavamo, ammorbandolo in riflessioni sull’amore, sulla nostra incapacità di rinnamorarci di qualcun altro (bastarde), sugli occhi singolari del chitarrista siculo capaci di far innamorare qualsiasi essere umano, vegetale o minerale si trovasse a passare di là and so on.

A dire il vero non provavamo solo malinconia, sentivamo come sotto fondo una certa euforia, qualcosa stava per cambiare; noi assai stoltamente lo associammo all’evento miracoloso che di lì a poco avrebbe cambiato la nostra vita ossia ritornare assieme al chitarrista siculo ma probabilmente questo stato animo inquieto e vitale era dovuto ad un passaggio della nostra esistenza che si sarebbe poi rilevato epocale...le nostre fobie infatti stavano piano piano allontanandosi e noi non ce ne stavamo neanche accorgendo.

Naturalmente il convincimento di tornare con il nostro amore si rivelò una delle seghe mentali più grosse che mai avessimo partorito, in realtà non facemmo nulla per riprendercelo (probabilmente il nostro inconscio si rilevò assai più furbo di noi), ci limitavamo ad aspettare i suoi collegamenti sulla chat di messenger (che temerarietà eh? ) e a scambiarci qualche battuta che naturalmente veniva da noi puntualmente fraintesa, tipo lui diceva : "in questo periodo fa caldo, mangio poco" e noi a elucubrare :" probabilmente mi vuole dire che ha perso l’appetito perché gli manco" e cazzate di questo genere a volontà.

Poi vennero i giorni della disillusione, in una sera d’estate anticipata vedemmo lui con un pezzo di gnocca lungo il fiume e poco dopo...il dolore della nostra vita ben più grande e incomprensibile di un amore finito che ci spezzò tutte e spazzò tutto, pure il chitarrista siculo e la gnocca e diede scacco matto alle nostre fobie. Strano come a volte un dolore immenso dia la spinta decisiva per emergere dall’acquitrinio dove si è affondati.

E certamente risalimmo su, grazie anche alla compagnia scriteriata degli zitelloni, agli atteggiamenti lobotomizzati e (appunto) spensierati di G., alla premura dell’eterno innamorato, ai consigli della mangia uomini che ci diceva " scopa, scopa e vedrai che ti passa tutto" e riuscimmo a sopravvivere a quel periodo anche con una certa allegria cameratesca.

Questo post voleva parlare di quel che è stato degli altri zitelloni ma ci siamo soffermate a parlare solo di noi, vorrà dire che seguirà un post 2 sui quattro amici al bar.

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lunedì, 14 maggio 2007
 

Il dopo vacanza

Parigi è grandiosa, affascinante, cosmopolita tanto che la nostra città ci è sembrata una provincia. L’appartamento era delizioso, davvero parigino, in un palazzo haussmaniano con parquet, due camini e a due passi dal cuore di Montmartre. La convivenza con il Lemure è stata al di sopra delle aspettative, grazie alla pazienza di lui e alla nostra simpatia (se per simpatia può intendersi  riordinare tutto frettolosamente e controllare la presenza  di briciole negli angoli delle stanze munite di occhiale da miope che rimpiccoliva i nostri occhi paurosamente). Siamo sopravvissute dal giro a Eurodisney, dove paradossalmente abbiamo letto la costipazione in faccia ai bimbi contrapposta all’aria di compiacimento dei grandi. L’unico momento di vero terrore è stato "space mountain", per poco non ci rimanevamo, abbiamo compreso di non avere più l’età per uscire indenni da un giro della morte; il nostro stomaco è stato per l'intero pomeriggio offeso con noi e neanche un appetitoso panino di mac donald è riuscito a sollevarlo di morale, ci è voluta una limonata e un ruttino per farlo ritornare come prima. La settimana è passata in un batti baleno, ora siamo ritornate alla vita di tutti i giorni e le balle sono ritornate a girarci vorticosamente, che dire di più, non ci resta che buttarci nella mischia, rispolverando sorrisi e frasi di circostanza.

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venerdì, 04 maggio 2007
 

Parigi ci aspetta

Domani partiremo alla volta di Parigi, staremo una settimana in un appartamento situato tra Montmartre e Pigalle, per intenderci quello dove ci sono le battone (ci dicono che la via dove soggiorneremo è gremita di lampioni e simpatiche signorine); ciò crediamo darà alla nostra permanenza un inaspettato risvolto avventuroso. Come al solito c’è l’agitazione pre partenza che il piano redatto in maniera maniacale dei luoghi da vedere e il pacco di spaghetti in valigia non sono riusciti a sedare (ci chiediamo per quali atavici istinti di sopravvivenza ci è venuto in mente di acquistare spaghetti quando noi generalmente mangiamo solo pasta corta!). In più si affollano nella mente pensieri tetri e la domanda più ricorrente che rende insonni le nostri notti è la seguente: ce la faremo a reggere il Lemure 8 giorni e 7 notti? Il tutto forse è giustificato, oltre che dalla rinomata paura di viaggiare, anche dalla sindrome pre mestruale, infatti per la legge di Murphy siamo riuscite a far coincidere la settimana in cui comparirà il ciclo con quella della vacanza parigina. Siamo così agitate che quasi ci dispiace lasciare il lavoro e la faccia infastidita del gelido Direttore milanese alla notizia che prenderemo una settimana di ferie non fa presagire nulla di buono al ritorno (N.d.O. abbiamo poi saputo che anche lui andrà a Parigi negli stessi giorni con il fine di sostenere e festeggiare Sarkozy, ecco perché si era raggelato, misantropo e razzista com’è avrà pensato che poteva incontrarci da qualche parte ma non si preoccupasse perché non ci troverà per le strade a festeggiare la vittoria del partito conservatore). A dire la verità il dopo Parigi si prospetta con una serie di grane inaudite, purtroppo, non solo di natura lavorativa, pertanto potremo anche decidere di chiedere asilo politico alla Royal sempre se le vincerà ste elezioni. Ma dopotutto la vita cos’è? Una serie di tragedie inframmezzate da pause di illusoria felicità, bè stavolta questa effimera felicità ce la vogliamo gustare fino all’ultimo, quindi via tristezza e benvenuta allegria, prego, ostriche e champagne…. si vive una volta sola, au revoir

Ps. Come potete notare la sindrome pre mestruale è già iniziata: sprazzi di assoluta malinconia, riflessioni rassegnate sul senso della vita, il tutto intervallato da incontenibile euforia L

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mercoledì, 02 maggio 2007
 

Senilità

Abbiamo trascorso gli ultimi due giorni di ponte nella maniera più scellerata che avessimo potuto immaginare o meglio che il nostro fisico avesse potuto reggere ossia pogando da un posto ad un altro.

Lunedì sera siamo andate ad un centro sociale che da circa dieci anni non visitavamo e lì e venuta fuori l’anima zecca da troppo tempo sopita. Abbiamo così avuto modo di riscoprire un quartiere una volta malfamato ma ora terribilmente trendy (Gesù che odio quando usiamo ste parole) e in più ci siamo dimenate al suono di revival anni 80 tipo Cure dove il Lemure, assai orgogliosamente, ha potuto rispolverare il suo eroico passato da darkettone. L’amarezza della serata è aver compreso che noi alzavamo di molto l’età media del locale e, a dire la verità, quando abbiamo letto revival anni 80 pensavamo ad una cosa tipo " quanto è bello far l’amore da Trieste in giù " salvo poi scoprire che si trattava di una serie di pezzi di tendenza degli anni 80 di cui noi, ex fan dei Duran Duran, eravamo del tutto all’oscuro, la cosa non nascondiamo ci ha molto turbato....per non parlare che dopo quattro salti già avevamo i reni a pezzi e la vescica sollecitata reclamava un bagno.

Nonostante questi chiari segni di senilità, non ci siamo arrese e il giorno dopo abbiamo bissato con il concertone del 1 maggio, scatenandoci sulle note di Bella Ciao dei Modena City Ramblers fino allo sfinimento, salvo poi farci accompagnare prostrate al più vicino giardinetto con panchina.

I segnali sono chiari probabilmente dovremo convogliare tutta la nostra passione verso attività meno pericolose quali l’arte del merletto a tombolo o quello del punto a croce, a pensarci il confronto, proprio in questi giorni, tra la foto nuova della carta d’identità e quella vecchia di cinque anni era stata fin troppo eloquente.

postato da ossimoro73 | 11:48 | commenti (12)