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mercoledì, 25 luglio 2007
Sulle stramberie della ex proprietaria di casa nostra
L’ex proprietaria della nostra casa è davvero un personaggio; in ella infatti emerge un livello di sciroccamento davvero al di sopra della media e ciò lo si denota già dalla prima impressione. Innanzitutto ha 50 anni e indossa capi improbabili, ad esempio se ne va in giro gagliarda con una salopette corta di jeans anni 80, scarpe iridescenti con tacco vertiginoso da cubista e cappello di traverso alla garconne, ha naso e bocca rifatti e gli occhi (che secondo noi sono tirati ma non possiamo giurarlo) ce l’ha colorati, sì proprio colorati! non si può parlare infatti di semplici lenti a contatto colorate che oggi giorno portano in molti, perché si tratta di una tinta di difficile collocazione. Potremo forse definirlo un verde fluorescente con delle pagliuzze bianche incastonate (tipo occhi di candy candy). L’effetto è così innaturale che se la vedesse Marilin Manson la ingaggerebbe per un suo tour come elemento scenografico. Naturalmente anche il carattere e gli atteggiamenti sono quelli di una irriducibile svampita; per intenderci è una che dopo due minuti che l’avevamo conosciuta già ci raccontava piangendo di aver scoperto dopo quattro anni che il suo compagno con il quale conviveva era sposato (?!), per non parlare poi di tutti gli appuntamenti in cui arrivava trafelata con il fiato corto adducendo all’asma che la divorava generata dal pelo del gatto ciecato del padre che si era dovuta raccattare dopo la dipartita del genitore. Ora tutto questo è assai originale e spassoso, possiamo inoltre sostenere che si tratta di una persona senz'altro buona e quindi averla come conoscente o vicina di casa può probabilmente rappresentare una occasione singolare e interessante ma vi assicuriamo che averla come ex proprietaria della propria casa può essere la causa del sorgere di momenti di sconforto totale. Davvero, ci ha creato un sacco di casini, da ultimo l’impossibilità di attivare l'utenza della luce a causa di una piccola morosità che senz’altro lei si è impegnata a pagare ma che sospettiamo farà con una lentezza da pachiderma e con una serie di casini a catena. Abbiamo deciso di armarci di santa pazienza, in effetti neanche potremmo ricattarla con la minaccia di dar fuoco alle foto che ancora si deve venire a prendere in quanto ci ha detto che possiamo pure buttarle (!) tanto lei ha deciso di iniziare una nuova vita, si vabbè… ma non tiene conto che noi a stare dietro a lei stiamo perdendo la nostra...
venerdì, 20 luglio 2007
Settimana intensa
Siamo entrate finalmente in possesso delle chiavi del nostro appartamento e siamo ancora confuse. Ad esempio ancora non sappiamo se acquistare un letto singolo o a una piazza e mezzo (con un letto più grande la piccola libreria non centrerebbe), se dipingere la casa di rosa, se buttare la cucina con ante giallo fluorescenti (perché esiste gente che fa acquisti irragionevoli?) oppure tenerci la cucina che è comunque nuova, rinunciando ad acquistare la cucina dei nostri sogni (in decapè tanto romantica) che ci costerebbe un bel po’ in termini di denari e di tempo per via dei lavori. Stranamente non stiamo vivendo la gioia che una cosa del genere, agognata da anni, può dare….probabilmente a obiettivo raggiunto c’è sempre qualcosa a cui pensare o forse perché l’altro ieri abbiamo rincorso il Presidente all’ascensore per la firma di un documento ed eravamo proprio soddisfatte perché grazie all’assenza della collega onnipresente, avevamo avuto modo di valorizzare il lavoro che facciamo dietro le quinte senza commettere errori e figuracce e, dopo poco, ritrovateci da sole in ufficio, abbiamo ricevuto la notizia, quasi in diretta, che il Presidente era appena morto nell’albergo adiacente al nostro ufficio. A noi, incredule, il capo ha ordinato di non uscire e di far rientrare tutte le colleghe che erano andate via, fino alle 22 siamo state a chiamare tutto il mondo mentre la nostra stanzetta con una soglia di ph acido poco sotto la soglia della tollerabilità umana era diventata l’unità di crisi. Abbiamo cercato di spiegare agli increduli che il Presidente se ne era andato nel mezzo di tante attività, dopo appena 4 mesi di mandato, nel pieno della vita e di quello che ai suoi occhi doveva essere il suo riscatto (già 14 anni fa aveva dovuto dimettersi per motivi personali da Presidente dopo solo 8 mesi di mandato). Una volta uscite dall'ufficio, siamo riuscite ad arrivare a casa con la navetta che sostituisce la metro, eravamo esauste e la notte è trascorsa tra incubi e deliri, abbiamo sognato il Presidente che cercava l’ordine del giorno integrativo che gli avevamo fatto firmare (probabilmente l’ultimo atto che ha siglato). E' davvero triste che una persona se ne vada a cose incompiute ma dopo tutto sta cosa è valida un po’ per tutti, solo nei film ci sono persone che compiono l’ultimo gesto eroico e poi si arrendono alla morte.. .nella realtà è ben diverso. Poi c'è l'elemento squallore, qui infatti sono ripresi i giochi politici e il nostro capo è già sul piede di guerra. Oggi siamo sole su tutto il piano a far da presidio al nostro servizio, perché sono tutti andati al funerale e non possiamo non pensare che a due porte dopo di noi c’è una stanza con una rosa sul tavolo sopra al quale due giorni fa c’erano due cornici di persone abbracciate che sorridevano a chi gli era seduto davanti.
lunedì, 09 luglio 2007
Una scatola di legno scura e una bomboniera rosa….
Così il Lemure ha definito noi due per dare l’idea delle differenze incolmabili che ci separano. Le storie d’amore sono tra quegli eventi della vita che maggiormente ci mettono in contatto con le parti più oscure di noi stessi, leggemmo da qualche parte che l’amore è una rivoluzione centripeta. E infatti noi che parlavamo di indipendenza, di auto referenzialità, ora ci sorprendiamo a fare discorsi da femmine isteriche che vogliono porre limiti, lacci e lacciuoli ai propri uomini o che semplicemente reclamano il loro diritto all’esperienza totalizzante che è l’innamoramento.
Il Lemure ha espresso il desiderio di partire da solo quest’estate e noi che abbiamo passato una vita a elogiare l’importanza di coltivare i propri spazi compresa la possibilità di fare vacanze separate, di colpo ci è mancata la terra dai sotto i piedi, ci è roduto tanto il sedere e da qui tutte le paturnie possibili e immaginabili compreso una scenata al telefono davanti ai suoi amici.
Il Lemure vuole stare con noi, nonostante le nostre pesantezze (così le chiama lui), perché dice che c’è un’alchimia che ci lega e quando poi ha chiesto il perché lo sopportassimo, abbiamo risposto semplicemente che siamo innamorate di lui. A quel punto lui ha sorriso e non ha emesso alcun suono vagamente somigliante ad "anch’io", "idem", "lo vedi che la cosa è reciproca?".Crediamo che la vita insieme a lui sarà un alternarsi vivace di nostre esclamazioni, interiezioni, interrogazioni e riflessioni ad alta voce contrapposte al suo silenzio, chissà...forse funzionerà o forse no.
martedì, 03 luglio 2007
Tutti i nodi vengono al pettine
Non poteva dirci bene per troppo tempo, un’esistenza fatta di scorni, fallimenti, amarezze non può in un sol colpo rilevarsi facile, soddisfacente e piacevole per un periodo illimitato di tempo....ecco infatti che i Numi, nelle fattezze di un camerire cinese claudicante, ci hanno presentato il conto dopo mesi trascorsi in assoluta e intolerrabile (per gli altri) diletto, allora iniziamo:
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siamo venute a scoprire che la Banca alla quale ci siamo rivolte 6 mesi fa per l’erogazione del mutuo dopo averci detto per tutto sto tempo che era tutto a posto è in notevole ritardo nella consegna della minuta (in effetti il mutuo è stato accordato da ben 5 mesi ma occorrono alcune piccole modifiche alla minuta per via che il tasso dopo il 30 giugno non ce lo tengono più bloccato e quindi risente del rialzo) ;
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la minuta ci sarà consegnata probabilmente a inizio della prossima settimana e noi dovremo rogitare entro e non oltre il 15 luglio;
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il 15 luglio è domenica (azzo);
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non parliamo da ieri sera con il Lemure che, nonostante un attacco parossistico da parte nostra al telefono, ha preferito uscire con gli amici anziché ascoltarci e capire le motivazioni del fatto che gli dessimo dello stronzo;
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forse ci siamo rotte lo scafoide e dicono che sia una gran rottura e dal punto di vista letterale e dal punto di vista metaforico;
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ritornerà la collega malefica in ufficio dopo il periodo della maternità (il gran ritorno è previsto per settembre ma gli influssi malefici già si sentono) e di nuovo saremo costrette ad essere competitive e aggressive o altrimenti remissive e a mangiarci il fegato.
Alcuni di questi punti probabilmente si risolveranno in questi giorni, ma niente ci impedisce dal vedere tutto nero e di abbondonarci, ancora più nevroticamente, alla pessima abitudine della tricotillomania; alla fine di questa settimana saremo sicuramente calve, per ora invece non è dato sapere se oltre a diventare calve saremo anche delle zitelle senza casa con braccio ingessato.
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