La ripresa
La ripresa è lenta e assai svogliata se si considera che le ultime tre settimane sono state particolarmente impegnative per i seguenti motivi:
l’ex proprietaria di casa sciroccata che, non aveva mai preso la residenza presso quello che ora è diventato il nostro appartamento, voleva prendere la residenza adesso che ce l’ha venduto (!!!) per problemi di ricevimento posta e così comparire per qualche mese come nostra convivente, una sorta di "dico" che avevamo poco gradito ma al quale non avevamo avuto la forza di opporci, salvo poi andare in circoscrizione e scoprire il nostro lato infame e delatore. Infatti accorteci che gli accertamenti sono diventati più approfonditi, neanche fossimo state in un commissariato con la luce puntata negli occhi, siamo subito crollate e senza che le impiegate (accaldate e svogliate) ci avessero chiesto nulla abbiamo vuotato il sacco, facendo nomi e cognomi e precisando che non avevamo niente a che fare con sta sciroccata che aveva intenzione di mettere in atto un piano di siffatta scelleratezza. A seguito della nostra confessione fiume, ci hanno detto che sta cosa naturalmente non si poteva fare e che per ricevere la posta bastava avere la domiciliazione (come abbiamo fatto a non pensarci prima?). Per nostra fortuna la sciroccata una volta spiegatole il tutto ha capito e si è scusata per il piano folle che voleva mettere in atto (naturalmente abbiamo sorvolato sul fatto che in circoscrizione avevamo fornito il suo identikit particolareggiato, della serie: "se viene sta pazza a chiedere la residenza, bloccatela" );
il rumeno permaloso e riottoso che ci è capitato per i lavori di imbiancatura della casa. Premesso che non vorremmo sembrare razziste e prevenute, a noi sembra che alcun esponenti delle popolazioni slave siano, come possiamo dire, particolarmente orgogliosi; tale orgoglio (sentimento senz’altro apprezzabile ) a volte può sfociare in forme di ostilità più o meno esplicite che in pochi, ma non rari casi, possono sfociare in interazioni eccessive tipo l’abitudine di puntare un coltello alla gola di qualcuno del quale non si è apprezzato un’idea o un’opinione. Detto questo, rassicuriamo sul fatto che il rumeno era una persona fidata raccomandatoci da nostra zia quasi suo parente.Nonostante questo, tale signor rumeno per imbiancare 35 mq di casa, ci ha chiesto una cifra piuttosto alta almeno a giudicare dalle osservazioni dei nostri conoscenti del tipo " ma che stai a dì? con la metà dei soldi, io ho uno che te butta giù e te rialza i muri" oppure: " davvero? ma sei matta io con quella stessa cifra ho imbiancato 120 mq di casa" o anche: "non è possibile, ti stanno fregando, io per poco più della metà di quella cifra, oltre ad imbiancare i muri ho messo il parquet e i rubinetti d’oro (n.d. O.: il riferimento ai rubinetti d’oro era per sottolineare la portata della fregatura che avevamo preso). Naturalmente tutte queste osservazioni (che arrivano sempre a cose fatte) ci hanno piuttosto demoralizzato, abbiamo provato a spiegare all'operaio, con voce gentile e rossori sulle gote, che forse era un pochino troppo e che sì la cifra gliel’avremmo data ma a patto che fosse compreso il costo delle vernici. Udita la nostra richiesta il rumeno ha messo un muso e ci ha rivolto un sguardo così raggelante, neanche fossimo state Ceacescu che gli aveva sterminato la famiglia e solo dopo frasi sprezzanti ed esclamazioni nella sua lingua ha acconsentito alla nostra richiesta.Ora alla sua reazione ci saremmo dovute anche noi un poco rabbuiare e lo avremmo senz’altro fatto se ci fossimo trovate davanti ad un italiano ma poiché si trattava di un immigrato lontano dalla patria e dagli affetti, che non conosceva bene l’italiano, con un passato di malattie mica da ridere e soprattutto memori della nostra tesi di laurea sull’integrazione degli immigrati nella capitale, siamo state colte da un forte senso di colpa. Ci chiedevamo infatti se quei soldi fossero il giusto prezzo per un operaio; in effetti, molti ricorrono ad extracomunitari per risparmiare e, pertanto, proprio noi non potevamo fare le schiaviste e rinnegare gli ideali che ci avevano sempre guidato. Così riflettendo, abbiamo consapevolmente deciso di farci rapinare, non fosse altro per una buona causa.Ma il peggio doveva ancora venire, non solo non ha portato a compimento alcuni lavori che gli si era chiesto (indicati a voce e, purtroppo, non per iscritto) ma quando glielo abbiamo fatto notare, ecco di nuovo il muso e l’atteggiamento di chi aveva a che fare con dei pazzi. Il culmine lo abbiamo raggiunto quando ci ha chiamato e ci ha pregato che, per le prossime volte, avremmo dovuto andare a parlare con lui da sole perché non gradiva la presenza di nostro padre; alla nostra richiesta di spiegazioni ci ha fatto capire che la presenza genitoriale era di intralcio in quanto ci contraddiceva in continuazione (a noi e non a lui) per cui insieme facevamo troppo casino. Ammettendo pure che nostro padre sia stato un cacacapperi, lo è stato solo con noi, ad esempio mettendo in discussione la scelta della tonalità della vernice e amenità del genere, ma questo era un problema nostro che cazzo gliene poteva fregare a lui? Sta di fatto che nostro padre si è offeso mortalmente, noi ce lo siamo portato comunque dietro sopportando le sue osservazion pur di non darla vinta al rumeno, mentre quest’ultimo continuava a guardarci come fossimo dei folli (ok la vena casertana c’è e si vede e quindi alcune osservazioni potevano essere espresse fra di noi ad alta voce e con relativo movimento degli arti superiori e inferiori ma a lui, possiamo giurarlo, ci si è sempre rivolti con garbo ed educazione). Questa esperienza ci ha insegnato che a volte esistono insormontabili differenze culturali e linguistiche checché ne dica la nostra tesi di laurea.
c'è da dire, infine, che negli ultimi tempi, abbiamo l’adrenalina a fior di pelle, prese come siamo dai progetti per l’arredo della casa. Abbiamo modo di credere che tale nuova avventura sia stata affrontata con piglio troppo analitico. Infatti mentre ancora non abbiamo preso una decisione su che tipo di letto dormiremo, passiamo le notti insonni sul decidere dove mettere l’angolo delle spezie o dove collocare il centrino della nonna. Tali pensieri sono così assillanti che proprio l’altro giorno siamo state protagoniste di un atto inconsulto, segno questo dell’inarrestabile deteriorarsi delle nostre capacità intellettive. Infatti se possiamo considerare non proprio normale andarsene in giro per la strada, parlando fra sé e indicando inconsapevolmente un interlocutore immaginario (cosa che spesso facciamo), è decisamente più patologico e non giustificabile andarsene in giro ragionando fra sè e sé e accorgersi di aver, appena un secondo prima, strizzato l’occhio e mandato un bacio ad un piccione che aveva avuto la sventura di passare per il nostro stesso marciapiede. E’ inconfutabile, siamo arrivate davvero alla frutta.
