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giovedì, 27 settembre 2007
Ossimoro e la cucina
Mani che puzzano di cipolla;
pollice della mano con rigagnolo di sangue pesto tutto intorno;
dolore sopra il reno sinistro;
tutto questo è l’effetto della prima cena a casetta in occasione del nostro compleanno.
Un quasi disastro se si esclude il pollo al curry che sembrava uguale a quello che si mangia dai cinesi (e con gli stessi effetti collaterali ;)
Il secondo è quindi venuto meglio della pasta che era semplicissima da fare, trattandosi di un soffritto di cipolle, carote e speck. Quando la fa la nostra amica viene tutta una pappetta (stile pasta alla vodka per intenderci), invece a noi le carote sono rimaste crudissime, mentre le cipolle si sono bruciate; naturalmente il tempo di cottura della cipolla è diverso da quello delle carote, ma questo lo abbiamo capito un’ora dopo.
Avevamo pure messo sulle freselle la pasta di carciofi e di melanzane ma ci siamo scordate di passarle un po’ sotto l’acqua ed, ecco fatto, che per poco non saltava un molare al Lemure.
Dobbiamo comunque ringraziare il cielo del ritardo del Lemure perché se fosse entrato in casa venti minuti prima avrebbe trovato noi struccate, malvestite, che bestemmiavamo in greco antico (o kakoi tanoi) con mezzo rotolo di carta da cucina messo sul pollice a mò di tampone dell’emorragia auto inflittaci nell’atto di sbucciare una zucchina.
Invece in venti minuti siamo riuscite a mettere tutto nel wok compreso alcune gocce del nostro sangue (mica farà male ingugitarlo, no?), a ripulire alla meglio la cucina, a buttare tutte le cocce esplose per la stanza e indossare un sensualissimo vestito rosso e sandalo con tacco 12.
Quando è infatti entrato, il Lemure ha creduto che avessimo cucinato vestite in quella maniera e, non sappiamo perché, al solo pensiero si è tutto ringalluzzito; naturalmente abbiamo cercato di smentire, enunciandogli la ben triste realtà, ma ci ha esortato a non rilevargli i segreti della nostra cucina, preferendo che rimanesse intatto il mistero del vestito rosso e dei sandali a stiletto.
E vabbuò ma la pena di mostrarsi conturbanti è stata quella di lavare e rassettare tutto con quei dannati tacchi, a causa dei quali nel fare una manovra sbagliata (gettare l’immondizia nel secchio) siamo rimaste incriccate all’altezza del rene sinistro.
Nota positiva della serata: il bicchiere da vino rosso a tulipano acquistato da Ikea che dà sempre una certa aria intellettual-sciolta, tanto è che con il bicchiere in mano sembravamo del tutto a nostro agio inguaiate nel vestito rosso fuoco, abbarbicate sui trampoli e con le chiappe strette a tirare indietro la pancia, provare per credere.
lunedì, 24 settembre 2007
Sugli effetti dell'addomesticamento del Lemure:
Lemure: sai ieri mentre stavo con P. e il Maestro ci hanno raggiunto tre ragazze.
Noi : @sgrunt, acc…e chi cazzo erano queste, erano belle, alte, magre e in cerca di un maschio da adescare?
Lemure: non esagerare....comunque erano single.
Noi: (segue conversazione sicula passionale che al Lemure diverte un casino e sulla quale volutamente calchiamo la mano): e che cazz, sangue mio, ti spezzo in due se vengo a sapere che gli hai dato retta. Zee, figurarsi... vedono uno bello come te, quanto sei bello amore mio, figurarsi se non ci si fiondano e dove lo trovano un altro bello e fesso come te? non fosse altro che ci stanno in giro un sacco di disperate, quel tipo di disperazione poi la conosco….. per caso avevano le gambe lunghe?
Lemure: Ma daaai, lo sai che a me per principio le alte e magre rimangono antipatiche…
Noi:. ih, ih ;) bravo, vedo che hai aderito al mio pensiero e cioè che le ragazze alte e magre sono inutili alla società, occupano spazio inutilmente e quindi inquinano, sono più difficili da riciclare data la loro stazza; le piccolette invece sono reclinabili, flessibili e multiuso, adatte a tutti e tutto, pure ai monolocali, stanno in un angolo come una tavola da stiro, non è vero?".
Lemure: Brava...mi hai letto nel pensiero".
Chi ha pensato che l’affermazione del Lemure sia una panzana probabilmente ci ha preso, ma a noi piace farci prendere per fesse qualche volta...
p.s. : naturalmente il nostro pensiero è ispirato da pura e semplice invidia ;)
mercoledì, 19 settembre 2007
Per quale dannata ragione ora anche le donne incinte sono anoressiche?
Vada che oramai la taglia 42 è considerata da obese, vada che tutta la nuova generazione (compresa la nostra) ostenti la taglia 38 ma perché pure le donne gravide che ci tocca incontrare ostentano pancie che sono la metà della nostra? Questo è fra le cose che ci gettano nella scoramento più nero. Lo scorso week end abbiamo avuto modo di conoscere due amici del Lemure con le rispettive fidanzate. Il Lemure ci aveva assicurato che non c’era bisogno di andarci tirate perché le ragazze che avrei dovuto conoscere erano semplici di cui una pure incinta. Pertanto ci siamo messe un jeans antico quanto il cucco perché erano l’unico che si abbottonasse, in efetti con quelli più carini avremmo rischiato di accecare qualcuno, visto la precarietà del bottone. Ma una volta arrivate al luogo dell'appuntamento, ci siamo trovate di fronte a due stra fighe, una era dotata di minigonna sotto il culo con stivali e scollatura generosa (piuttosto volgare a dire il vero) l’altra, quella incinta, era assai acchittata: top di seta, jeans stretti che la facevano apparire una silfide e una pancia che era la metà della nostra.Da non crederci: incinta di 3 mesi e mezzo con già la diagnosi sicura sul sesso del nascituro e la pancia inesistente! La nostra condizione di umiliazione era però destinata a crescere una volta dentro il ristorante. C'erano infatti sei sedie, su quale dovevamo andarci a sedere? Naturalmente su quella "sgarrupata" che all’apparenza sembrava sana…e diciamocelo non è stata ancora inventato un modo per cadere con dignità. Infatti pure se la sedia era rotta e la nostra unica colpa era quella di aver scelto proprio quella, il ramazzare con le braccia nel vuoto con lo sguardo accorato di chi fissa implorante chi gli sta di fronte, ha deposto assolutamente a nostro sfavore, facendoci sentire delle complete idiote. Ancora più mortificante è stato riemergere dal vuoto che ci aveva inghiottito, aiutate dai baldi amici del Lemure che volenterosi ci tiravamo su come fossimo un sacco di patate. Quando ci siamo rialzate e abbiamo cercato di sdrammatizzare, sottolineando che la sedia era già rotta e non c’entrava il fatto che ci eravamo ingrassate, le ragazze invece di cogliere la battuta, si sono affrettate con sollecitudine a consolarci, dicendo che certo i due fatti non erano correlati fra loro, il che, invece di rasserenarci, ha avuto l’effetto di deprimerci ancora di più.
E’ deciso per pranzo solo petto di pollo ai ferri e verdure bollite, legittimeremo chiunque a darci un colpo in testa se dovessimo ingurgitare un qualsiasi farinaceo o un suo derivato.
lunedì, 17 settembre 2007
E così fu
La strage degli innocenti non sarà compiuto, Sancho Pansa non ce l’ha fatta, noi non avremo il posto prestigioso che ci era stato promesso (per intenderci stare sotto i riflettori, farsi un mazzo tanto e essere prese per i fondelli con la prospettiva di un imminente avanzamento di carriera). La prospettiva che si apre è invece la seguente: essere invise al nuovo Presidente, in quanto compromesse col vecchio e deposto regime, e dimenticate in una stanza polverosa fino al pensionamento (ci viene in mente la scena del film "La vita degli altri" dove c’è il protagonista che è stato messo ad aprire buste con il vapore in uno spettrale scantinato ma stiamo esagerando). Naturalmente è la seconda ipotesi quella che prediligiamo ossia la figura commovente e antieroica del topino burocratico, se non fosse che qualche collega ha già cambiato atteggiamento nei nostri confronti ma è solo un’impressione….
giovedì, 13 settembre 2007
I rivolgimenti della fortuna
Abbiamo avuto modo di raccontare qualche mese fa di come Sancho Pansa avesse avuto un colpetto al cuore e di come tutto si stava mettendo male per lui con una perdita di potere senza precedenti. Sembrava che fosse stata stato messo a tacere per sempre e invece, nel giro di due mesi, chi l’aveva messo a tacere è mancato improvvisamente… in questo caso il colpetto è stato fatale. La "fortuna", ora vuole, che proprio Sancha Pansa, ringalluzzito e con la rubinetteria nuova, starebbe ad un passo dal prendere il posto della buonanima e ciò lo sapremo domani. Qui l’atmosfera è piuttosto tesa perché ci si aspetta che una volta al potere compia la strage degli innocenti; a noi paradossalmente potrebbe convenire, non perché seguiremmo lui ma perché sarebbe pronto a scaricarci a favore della "segretaria perfetta" quella per intenderci gran gnocca che veste Gucci e Armani e che è pure brava (più di quanto si possa pensare bravura e bellezza vanno di pari passo e che cazzo!). In effetti, si capisce da sé che un posto di gran visibilità non possa contemplare una gnappa come noi con un look davvero eclettico (si va dalla zeppa coatta al mocassino da suora… la coerenza non è stata mai il nostro forte) che non sa gestire le emergenze (ricordiamo l’elevato tasso di acidità che emanano le nostre ascelle ogni qualvolta ci obbligano a rimanere più del necessario in ufficio) e che ha un grugno e un viso emaciato/sofferente che le impedisce di intrattenere qualsiasi tipo di pubblica relazione. Dicevamo che a noi andrebbe bene non solo perché ci allontaneremo da lui, è questo è comunque positivo visto che starci a contatto comporta lo stesso tasso di rischio di farsi un bagno in un fiume infestato da alligatori, ma perché sembrerebbe che per indorarci la pillola voglia offrirci un posto più prestigioso rispetto a quello di fare la segretaria (anche se ad alti livelli) e più consono alle nostre corde e guarda caso glielo ruberemmo alla "segretaria perfetta" che di seguire il nostro capo non ha per niente voglia perché si tratterebbe di ritornare indietro.Il problema però è che l'incarico che ci è stato promesso non solo è un onere gravoso, ma conoscendo Sancha Pansa ci faremmo un culo così senza un ritorno economico. Sancho Pansa (gran teatrante) è famoso per non mantenere mai le promesse specie se riguardano benefici e promozioni, lo fece anche con noi quando ci portò su con lui; in questi due anni e mezzo abbiamo ottenuto solo un misero scatto che avremmo comunque raggiunto automaticamente indipendentemente dal suo intervento.Quando ieri ci ha informato che noi siamo le candidate per quel lavoro, ha avuto il coraggio di aggiungere che il nostro livello è niente rispetto alle doti che possediamo e che sono sotto stimate; avremmo voluto replicare che il livello ce l’ha dato lui ma quando è in preda a sti deliri è così convinto che è inutile contraddirlo. Comunque non ci rimane che stare a vedere quello che succederà, l’unica cosa certa di tutta sta vicenda è che tutto può cambiare in un attimo e niente si può dare per scontato e la risata agghiacciante di Sancho Pansa che sentiamo di là è il monito.
martedì, 11 settembre 2007
Il ciclone Sam
Il temuto week end è trascorso e il ciclone Sam non ha fatto danni.
Il Lemure stesso il giorno precedente all’incontro con l’inglesino, ci ha sollecitato ad andare sole, augurandoci una buona chiacchierata (certo il ghigno da lupo Ezechiele che gli è comparso durante l’auspicio lasciava trapelare un certo malanimo). Sabato pertanto è filato liscio, abbiamo incontrato l’inglesino sotto la metro per recarci, sorridenti e a nostro agio (come se non fosse passato così tanto tempo), a casetta nostra per fargliela vedere (la casa si intende). All’inglesino casetta è piaciuta molto, tanto è che ha espresso il desiderio di godeserla un po’… si è seduto quindi in balcone su una seggioletta impolverata a rimirare il paesaggio. In realtà non c’era granché da vedere, a parte i balconi del palazzo di fronte e la vicina con la fascia in testa che stendeva i panni, ma sappiamo che gli inglesi sono attratti da tutto ciò che appare loro straordinariamente esotico. Si è quindi parlato un po’ delle nostre vite e delle sue uscite deludenti con una finlandese (la pazza), una greca (la stronza) e un’australiana che è partita subito dopo, gli abbiamo consigliato il sempre rassicurante adagio "moglie e buoi dei paesi tuoi" ma l’inglesino cosmopolita non ha colto crediamo il significato. La sera l’abbiamo trascorsa sole con il Lemure a vedere un straordinario connubio tra macchine e statue classiche per stranirci subito dopo a causa del caos e farci riaccompagnare a casa. Il Lemure ha stabilito che con noi la notte bianca non si può passare, detto questo, lo abbiamo salutato e a mezzanotte siamo andate a nanna mentre il resto della città, Lemure compreso, continuava a vivere e a girovagare.
Il giorno dopo eravamo piuttosto tese perché il momento della cena e dell’incontro tra il Lemure e l’inglesino era arrivato. Il Lemure al telefono dava nuovi segni di ostilità e quando poi lo abbiamo incontrato in centro e gli abbiamo detto che dovevamo andare alla ricerca di un ristorante che facesse risotti e carne perché il padre di Sam era intollerante ai farinacei, il Lemure ci ha risposto con un certo risentimento che era stufo di levare le castagne dal fuoco agli inglesi. Subito dopo aver trovato un ristorante idoneo, tra gli sbuffi del nostro accompagnatore, è arrivato l’inglesino; noi come statue di sale abbiamo accennato appena un saluto mentre con terrore guardavamo al Lemure incarognito più del solito. A questo punto, Sam, uomo straordinario e degno suddito di un regno che ha praticato l’arte della diplomazia per secoli fino alle più desolate lande dell’impero britannico, ci è passato oltre ed è andato incontro al Lemure, coinvolgendolo in quelle classiche conversazioni in cui gli inglesi si distinguono in maniera eccelsa e cioè la meteorologia, i fatti della politica estera e di quanto Blair avesse deluso una vasta fetta di suoi elettori. Noi intanto facevamo conoscenza con il padre, uomo scioltissimo e ironico del quale abbiamo avuto per tutto il tempo la netta impressione che ci stesse prendendo per i fondelli per via della nostra poca padronanza della lingua inglese. La serata è proseguita seduti ad una lunga tavolata, con tanti amici, noi che ridevamo tanto e il Lemure finalmente disteso. A fine cena, ci siamo offerte di accompagnare l’inglesino e il padre in albergo non senza una certa apprensione, in quanto tendiamo a guidare malissimo con persone di cui non abbiamo confidenza. Il Lemure intuendo la nostra disperazione avrebbe voluto accompagnarci ma nel frattempo si era unita un'altra persona, pertanto, con piglio nevrotico abbiamo caricato tutti in macchina e siamo andate via. La nostra tensione si intuiva, tanto che è stata motivo di battute e lazzi da parte del padre che probabilmente ci ha coglionato alla grande per tutta la durata del viaggio, noi per tutta risposta abbiamo sbandato sul divisorio in plastica della corsia degli autobus, facendo sobbalzare la macchina in maniera davvero imbarazzante. Ad un certo punto, tutti gli ospiti della macchina hanno reclamano a gran voce di arrestarci per rimirare l’installazione luminosa nel più grande edifico di spettacoli di tutti i tempi, noi con la sudorazione alle stelle, abbiamo cercato di parcheggiare in mezzo ad un ginepraio di macchine, ma al primo tentativo non vi siamo riuscite, il silenzio in macchina era glaciale, al secondo tentativo, facendo un respiro, miracolo, siamo riuscite a posizionare la macchina in manira dignitosa, e a quel punto un applauso e un "uh uh" di incoraggiamento da parte degli inglesi ha sciolto la tensione con l’effetto di farci sentire ancora più coglione. Lo spettacolo delle luci era ammaliante, tutti erano incantati, solo noi nervose guardavamo indietro per vedere se ci avessero chiuso il passaggio, e infatti ci siamo accorte che una macchina stava parcheggiando proprio davanti alla nostra, abbiamo urlato nella direzione del guidatore intimandolo di andare più avanti, portando così tutti alla dura realtà ossia che una pazza doveva riportarli in albergo. Una volta a destinazione abbiamo salutato gli inglesi ma non si è trattato di un addio perché padre e figlio, dopo un giro nelle Puglie, ritorneranno nella nostra città venerdì sera (per poi ripartire definitivamente il giorno dopo), quindi abbiamo promesso a Sam di rivederci nel week end...immaginando la faccia del Lemure farsi di nuovo incarognita.
venerdì, 07 settembre 2007
Il ritorno dell’inglesino
L’inglesino ritornerà per un breve soggiorno nella nostra città, ne siamo felici ma al contempo proviamo una certa apprensione perché si dà il caso che la sera in cui lo incontreremo assieme al Lemure(questo sabato), alcune pericolosissime variabili si intrecceranno al tempo stesso in quanto:
si dà il caso che il Lemure non tolleri che gli si menzioni l’inglesino solo lontanamente;
si dà il caso che il Lemure non riesca a reggere gli incontri con i nostri amici in generale, reputandoli noiosi, pertanto, si fa più scorbutico e pungente del solito e, una volta soli, capita che ci si ingiuri reciprocamente;
si dà il caso che l’incontro avverrà durante la notte bianca. Ricordiamo con terrore che l’anno prima, durante lo svolgersi della stessa manifestazione, noi e il Lemure ci si è scannati vuoi per il clima isterico che si respira, vuoi per il caos e l’entropia che si genera, vuoi che il duo Ossimoro/Lemure probabilmente non sa gestire i grandi eventi, in quanto viaggia sul profilo conservazione/difesa dello status quo per cui ogni novità rischia di intaccare l’entità coppia.
Il Lemure dice che "adda passà" il ciclone Sam (n.d.O. : nome dell’inglesino) e che dopo saremo tutti più felici e contenti, noi si spera che il passaggio del ciclone non faccia danni e che non lasci carcasse in giro.
mercoledì, 05 settembre 2007
Le vite degli altri
Per uno strano caso il medesimo giorno in cui abbiamo visto lo splendido film "Le vite degli altri", abbiamo avuto modo di scorgere, anche se per poco, vite e umanità distanti anni luci da noi, vite di altri appunto.
E’ accaduto che tra una settimana arriverà l’inglesino insieme a suo padre per un viaggio in Italia e cortesemente ci ha chiesto di farci un giro nelle peggiori bettole intorno alla stazione per trovare una pensione a prezzo modico, volendo anche senza bagno (si sa che sti inglesi so’ easy anche se il Lemure - per puro pregiudizio, sia chiaro - preferisce definirli spilorci). E così con un certo timore abbiamo iniziato le ricerche e ci si è aperto un mondo, certamente puzzone e squallido, ma pur sempre un mondo.
Inizialmente abbiamo girato qualche alberghetto a tre stelle lì nei dintorni mentre il Lemure ci attendeva sul motorino, contrariato dal fatto che ci stesse aiutando a trovare una stanza per il nostro ex (che poi si è trattato più di un’affettuosa amicizia fondata sulla stima e il rispetto reciproco che di un vera e propria storia d’amore ma vaglielo a spiegare). Abbiamo però subito compreso che gli alberghi a tre stelle, seppur mediocri, erano troppo per un inglese easy (o a dir si voglia spilorcio secondo il Lemure) e allora abbiamo adottato come criterio di selezione pensioni che ci dessero un maggiore senso di squallore e ambiguità.
Nella prima pensione, scelta in base a tali criteri, dopo esserci fatte 4 piani a piedi in una sordida e buia scala a chiocciola, guardandoci in continuazione le spalle e una volta arrivate con la fronte imperlata di sudore, le ascelle pezzate e la lingua di fuori, siamo state accolte dal portiere/a, transessuale sud americano, che dispiaciuto/a ci ha detto che era tutto esaurito per le notti di venerdì e sabato per via di "aspettando la notte bianca" e della "notte bianca" (ah sindaco ma vaff….).
Una volta ridiscese abbiamo individuato un altro palazzo che disponeva (per ciascun piano) di ben 6 pensioni: non potevamo chiedere di meglio, saremmo salite fino al 6° piano e poi scendendo avremmo chiesto informazioni a ciascuna pensione. Stavolta, però, abbiamo intimato al Lemure di accompagnarci per via della non remota possibilità di andare a finire in cronaca nera in qualità di morte ammazzate, già visualizzavamo il nostro cadavere abbandonato in qualche tromba delle scale. Così mentre entravamo nell’ascensore, si è unito a noi un uomo piuttosto avanti con l’età dai modi gentili e piuttosto affettati e poi un giovine con un viso per bene con occhialetti, dall’aspetto di uno studente del sud Italia. Il Lemure ha chiesto al signore, che si dirigeva al 6° piano, informazioni sulla pensione Cesarina che si trovava lì e lui con aria molto cortese ci ha detto che era un vecchio cliente, sottolineando la pulizia e la discrezione che vi regnavano. Che fosse una pensione molto molto discreta ce l’ha evidenziato più volte e con fare piuttosto ammiccante tanto che abbiamo pensato che ci avesse preso per amanti clandestini. Ma una volta dentro la pensione, il ragazzo-studente (che pensavamo non avesse niente a che fare con l’anziano) ha mostrato velocemente la sua carta d’identità ad un'attempata e rassegnata portiera in vestaglietta e poi è sparito dentro la stanza buia del vecchio signore e il rumore sinistro delle mandate ci ha raggelato il sangue. Alla nostra faccia contratta e a forma di punto esclamativo, il Lemure con fare cinico ci ha rassicurato dicendoci che si trattava solo di un marchettaro che magari lo faceva per mantenersi agli studi. Inorridite, abbiamo chiesto alla portiera con vestaglietta le informazioni del caso, specificando per ben due volte che la camera doppia era per un nostro amico inglese e per suo padre e quando ci ha detto senza scomporsi che era rimasta solo una matrimoniale, noi per la terza volta abbiamo sottolineato che si trattava di padre e figlio anche se, in effetti, spiegazioni non ce l’aveva chieste. Dopo di ciò, siamo scese giù a visionare le altre pensioni, certo il culmine dello squallore lo avevamo toccato al 6° piano e scendere è stata una passeggiata anche se pure negli altri piani aleggiava un odore di cucinato e di stantio.
Quel pomerigigo è stato un'occasione per scorgere un’umanità dolente o gaudente (dipende dal punto di vista) che ci ha scosso non poco; le vite degli altri in questo caso ci sono sembrate insostenibilmente pesanti, la vestaglietta unta della portiera, i capelli bruciati del portiere/a transessuale, la camicia sudata del vecchio che si accompagnava al ragazzino, i lividi di un drogato dormiente accanto ad un portone e i portachiavi giallognoli a forma di palla di biliardo della pensione Cesarina.
Una volta finito sto supplizio, abbiamo inviato all’inglesino una mail dicendogli quanto segue: "la pensione Cesarina mi è sembrata assai squallida (vedi sul vocabolario alla voce squallido) perché c’era un gay con un ragazzo ma, a onor del vero, il gay ci ha detto che è pulita e discreta, valuta tu se è il caso". Aspettandoci un cazziatone da parte dell’inglesino che oltre ad essere easy è un cittadino del mondo politicamente corretto e impegnato socialmente (basti pensare che si è risentito profondamente quando una volta per spirito di sintesi gli abbiamo detto "andiamo a parcheggiare alla via dei gay?" ritenendo la nostra semplificazione discriminatoria e pregiudizievole), sorprendentemente ci ha risposto con sms dicendoci: "prenotato ai Cherubini anche se prezzo più alto".
lunedì, 03 settembre 2007
Vacanze con il Lemure
Le vacanze con il Lemure sono state vacanze a basso profilo e decisamente demodè, presso casa sua al lago. In realtà avremmo dovuto rifiutare sdegnosamente l’invito per via che appena un mese prima aveva dichiarato la volontà di trascorrere le vacanze da solo con moleskine e zaino e, pertanto, ci eravamo rassegnate, immaginandocelo in giro per terre aspre con lo sguardo fisso all’orizzonte e capelli al vento. Invece ha cambiato idea e noi da donne senza un minimo di dignità e amor proprio non ce lo siamo fatto dire due volte e abbiamo accettato l’invito, limitandoci a coglionarlo per il repentino mutamento di opinione.
Questa nostra caduta di stile si è però rivelata un’ottima scelta, sì perché siamo stati davvero bene insieme e con ben poco! se si pensa che il momento di massima beatitudine (cioè quando tutto sembra in armonia con il cosmo e non si vuole né più né meno di quello che già si ha) è stato raggiunto un pomeriggio quando con due sdraiette ci siamo seduti fuori dalla porta di casa uno di fronte l’altro a leggere e a fare parole crociate (proprio quel che si può definire "gioventù bruciata").
Per non parlare poi di una deliziosa gita in terra toscana dove ci siamo trovati a percorrere in macchina Km e Km soli in mezzo alle terre mosse dai trattori che ricordavamo aver visto nelle cartoline.
Abbiamo poi mangiato senza limiti, esaudendo tra l’altro uno dei nostri desideri più proibiti quello di acquistare presso un banco di fusaglie 10 euro in liquirizie ad elica e ciucciotti alla coca cola, per poi divorarceli sedute in spiaggia mentre incantate guardavamo i fuochi di ferragosto sul lago;naturalmente il giorno dopo ci siamo trovate con una pancia smisuratamente globulosa.
Abbiamo ripreso un po’ di confidenza con l’acqua (nuotare ci fa immensamente paura), avvalendoci di un materassino e nonostante ogni tentativo del Lemure fosse volto a traumatizzarci, noi attaccate alla sua coscia ci siamo opposte gagliardamente alla forza di gravità imposta dalla sua gamba per allontanarci verso il largo.
Ed infine abbiamo scorto ben due stelle cadenti anche se di una delle due non ne siamo certe, abbiamo il sospetto che si potesse esser trattato di un traliccio della luce mosso dal vento, ma a noi, miopi e abitanti di una città dove il cielo è quasi sempre buio, è sembrato comunque bello.
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