vicissitudini di una nana metropolitana

   storie, traversie, sogni ad occhi aperti e anche chiusi di un donnino piccolo piccolo alle prese con la metropoli


mercoledì, 28 novembre 2007
 

Come sputtanarsi davanti ad una pizza

Qui di seguito riportiamo una conversazione delirante i cui contenuti non sono completamente condivisi da chi scrive benchè espressi da noi medesime; è questo il dilemma crediamo o meno alle parole che abbiamo proferito? O le abbiamo proferite per fare il bastian contrario o perché ci crediamo veramente o ancora, perché il bianco e il nero non esistono e nella vita ci si trova spesso a metà del guado con i tormenti interiori che ne derivano? Forse riportare per iscritto il dialogo, ci chiarirà un pochino le idee.

Interno: Pizzeria con camerieri down (nel senso letterale della parola) ma questo è secondario alla vicenda;

Protagonisti seduti al tavolino: Ossimoro in modalità cervello in capriola carpiata e Lemure in modalità relax;

Entrambi i protagonisti sono intenti a leggere il menù ma dopo una pausa di silenzio….

Ossimoro: G. certo che c’è gente che non si fa proprio gli affari propri….

Lemure: che vuol dire?

Ossimoro: no, niente lascia stare, stupidaggini…

Lemure. A vabbè , io mi butterei sulla boscaiola, tu che pizza prendi?

Ossimoro (scuotendo la testolina): no, davvero c’è gente assurda in giro, che tristezza….

Lemure: che ti prendi la solita Napoli?

Ossimoro: uff…..

Lemure: ma che hai?

Ossimoro: vabbè se proprio vuoi saperlo, te lo dico…

Lemure: !

Ossimoro: si dà il caso che le mie colleghe da quando ho iniziato a vivere da sola, cioè da una settimana, continuano a farmi battutine tipo:" tu e G. avete superato da un pezzo la trentina, avete entrambi un buon lavoro ma che aspettate ad andare a vivere insieme, avete pure un casa….avessero altre coppie le possibilità che avete voi.." io però ho risposto che stiamo insieme da appena un anno e mezzo e che vogliamo fare le cose con calma, no?…insomma certe volte sono proprio cretine….

Lemure: infatti, allora ordiniamo.

Ossimoro: perché tu pensi che siano cretine?

Lemure: l’hai detto tu.

Ossimoro: in effetti, sai che tipe sono, hanno il diploma da segretarie d’azienda, a 20 anni già lavoravano e a 25 erano belle che sposate e due anni dopo con un paio di figli a carico. Di conseguenza hanno quella mentalità che io ho sempre detestato.. insomma quel tipo di vita che si trovano la domenica in tuta a vagare nei grandi magazzini con i figli che frignano…che paura!

Lemure: be allora che ti frega?

Ossimoro: bè però "vox populi vox dei", nel senso che non sempre quello che la maggior parte delle persone dicono è sbagliato, insomma se il 90% delle persone si comporta in un modo magari qualche ragione ce l’ha, insomma G. abbiamo 40 anni e ancora stiamo così…..

Lemure: calmina, tu ne hai 34 e io 36.

Ossimoro: dai siamo seri, è evidente...a 35 anni le cose avvengono più velocemente rispetto ad una storia che inizia a 25, ed è giusto che sia così. Guarda O. (n.d. O.: la mangiauomini) che sta da appena un anno con il Cicci e lascia tutto per trasferirsi in un cazzo di paesino sul Seveso, ma secondo te è normale che non sentiamo l’esigenza di andare a vivere insieme e di costruire qualcosa?

Lemure: lo sapevo, lo sapevo, è una settimana che vivi a casa tua è già te ne esci con sta cosa, non ti piace vivere da sola e vorresti che io venissi da te.

Ossimoro: assolutamente no, io sto bene da sola, riesco a dormire tranquillamente ed è andata meglio di quanto mi aspettassi, te lo giuro, e poi chi ti vuole a casa mia, si figurati un peso del genere.

Lemure: va bene, chiudiamo qui il discorso.

Ossimoro: ma ti sembra normale che non senti l'esigenza di costruire qualcosa, di pensare ad un domani insieme?

Lemure: io sto bene così, domani forse ..

Ossimoro: vedi? "domani forse", dici sempre così, io non voglio più vivere in un eterno presente, non mi interessa avere il ragazzetto per mangiarci la pizzetta il sabato o farci la scopatina…io voglio costruire…..ma perché capitano sempre a me i Peter Pan?

Lemure: lo sai che io a casa tua non verrei mai a viverci , e già te l’ho detto, perché te la sei fatta giustamente a misura tua… semmai un domani potremo prendere un’altra casa da mettere su insieme.

Ossimoro: ma che ha la mia casa che non va? I centrini ? la vernice rosa? le bambole di pezza? Se tu mi amassi veramente non le vedresti queste cose. Guarda Luchino e Elviruccia che cercano casa e che stavano per acquistare un appartamento di 20 mq, dico di 20 mq, pur di stare insieme!

Lemure: si però quell’appartamento aveva un bel terrazzo per le feste….

Ossimoro: è questo è il punto, sei un cazzeggione, come Luchino ti vorresti comprare una casa per riempirla di amici con i quali scolarsi pinte di birra gelata….

Lemure: ma non avevi appena detto che Luchino faceva le cose per bene?

Ossimoro: si infatti almeno sta facendo qualcosa per vivere con Elviruccia….(ora con tono da lagna) lo sapevo che la mia casa ci avrebbe diviso di più...

Lemure: ma tu hai fatto bene a fare un investimento del genere, anch’io sto cercando casa…..

Ossimoro: ecco, non prendiamo sta’ argomento, ma te lo devo proprio dire, è assurdo che ti stai cercando casa e che per comprarla ti devi imbarcare in un mutuo trentennale, io l’ho comprata perché avevo una buona base che era stupido lasciare in banca, ma nel tuo caso impegnarsi in un mutuo trentennale per avere, una casa di 30 mq, mi pare da pazzi. Tu vuoi comprare casa solo perché anch’io l’ho fatto, ma la situazione era diversa. E poi tu vorresti fare come Woody Allen e Mia Farrow che, pur stando insieme, abitavano in appartamenti differenti, con i risultati poi che abbiamo visto, è assurdo…..

Lemure: M. tu vuoi stare sempre al centro dell’universo, tutti dovrebbero diventare uguali a te, io sono diverso da te.

Ossimoro: perfetto, non c’è niente di male, mica dico che sei un deliquente che non la pensi come me, (ora con tono melodrammatico) sappi che ti stimo molto ma il punto è siamo diversi e forse dovremo prendere strade diverse (pensiero di Ossimoro: ma che sto a dì?). E poi sai che ti dico? Te lo dico?

Lemure: e dimmelo, se me lo vuoi dire, cazzo!

Ossimoro: allora te lo dico, ho 35 anni e il mio orologio biologico ha iniziato a farsi sentire, tu lo senti?

Lemure (guardandosi attorno con aria svagata): veramente no.

Ossimoro. E certo che non lo senti, ma lo sento io, cacchio, fa tic tac, tic tac (pensiero di ossimoro: "o gesù che sta uscendo dalla mia bocca?") , io devo sapere se tra due anni farò un figlio, magari non lo voglio, però devo iniziare a muovermi, chiedere ai dottori se lo posso avere nelle mie condizioni e soprattutto G,. dobbiamo metterci insieme a tavolino e decidere cosa fare.

Lemure: o Dio mio ma ti stai sentendo, ora mi fai gli out out, ma non eri tu quella che non voleva figli?

Ossimoro: e che ne so io se non mi si dà almeno la possibilità di scegliere? Poi G. sinceramente te lo devo dire (e con un tono di voce sempre più alto)… voglio sposarmi, voglio la cerimonia burina e voglio mettermi il velo, capisci che a 40 anni il velo non lo posso più mettere, pena essere additati come la sposina più vegliarda che si sia mai vista? Comunque sono già fuori tempo massimo, per colpa tua dovrò indossare un mesto e austero tailleur colore avorio , e poi diciamolo…tu ancora non mi hai regalato il brilloccooooooooooo

Lemure: a me non piacciono gli anelli.

Ossimoro: e sti cazzi, devono piacere a me e non a te. Te lo ripeto, io voglio il brillocco, mi sono rotta dei regali di Hello kitty, perché tu con la scusa che mi piacciono le cretinate continui a regalarmi tutto l'inimmaginabile su Hello Kitty: il cellulare , l’accappatoio, il tappettino da bagno e via con le minchiate, ma la verità è non ti vuoi impegnare e ti fa comodo lamentarti che sono una bambina e dire in giro che ti costringo a regalarmi stupidaggini. A dire il vero sei tu quello che va a spulciare il catalogo sulle ultime novità di quella stronza di Hello Kitty e diciamolo….. a me del set da unghie di Hello Kitty che mi vuoi regalare per Natale non me ne frega un cazzo!!!! ecco l’ho detto.

Lemure: ma M.!

Ossimoro: tranquillo, credo che tra pochi minuti ritornerò quella di sempre, si ecco prendo una napoli…….°_°

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martedì, 20 novembre 2007
 

Ossimoro a casa nuova

Finalmente siamo andate a vivere nella nostra casetta.

La svolta c’è stata venerdì scorso; abbiamo scelto il fine settimana in modo da rendere l’uscita dalla casa natale meno brusca possibile.

Ci siamo infatti organizzate come fosse un giorno feriale qualsiasi, abbiamo rifiutato qualsiasi svago da week end, abbiamo cenato con un petto di pollo alla griglia senza olio (l’unica scialo: una spruzzatina di curry) siamo andate a nanna presto e messo la sveglia alle 6.45 in modo tale da simulare la sveglia per l’ufficio, evitando però di andare a prendere la metro (anche perché ritrovarsi sotto la stazione alle 7.10 del sabato mattina sarebbe risultato, come minimo, naif).

La prova è andata bene sebbene la nostra preoccupazione fosse più che altra fondata sulla paura di dormire da sole.

Già abbiamo avuto modo di dire che siamo soggette ad ansie completamente irrazionali perché, se una donna che vive da sola potrebbe giustamente avere timore di ladri che forzano porte e di romeni incattiviti che calano dalla cappa e che la scassano di mazzate, noi invece siamo atterrite all’idea che qualche alieno si decida ad atterrare sul balconcino per rapirci e sottoporci a degli esperimenti oppure che si materializzi Padre Pio per rimproverarci a malo modo dei nostri peccati e, poi, una volta redente apparire sul giornale di Mayer nell’atto di preparare il ciambellone secondo le istruzioni dettateci dal Santo al momento dell’apparizione o ancora, l’apoteosi della paura (secondo noi), il ricordo della scena di "The Others" in cui la sorellina (carogna come poche) dice al fratellino pallidino mentre sono al letto e al buio che ha un compagno di giochi che può vedere solo lei e che, in quel momento, lo vede avvicinarsi e poggiare la mano sulla spalla del poveretto, al bimbetto naturalmente gli prende un colpo e noi al solo pensiero che qualche entità invisibile ci possa toccare sprofondiamo sotto le coperte, rigirandoci come sogliole panate, e finendo imbragate come la mummia di Tutankhamon.

Nonostante questi pensieri siamo però riuscite a dormire abbastanza tranquillamente perché dopotutto siamo adulte, proprietarie di un appartamento e con la certezza che tutto si possa riportare nella sfera del razionale tipo: "The Others" è solo un film e la faccia terrorizzata della Kidman era dovuta alle corna inflittele da Cruise (nel mentre che si girava il film infatti il marito iniziava la tresca con la Cruz, è vero, l’abbiamo letto dal parrucchiere), inoltre: gli alieni rapiscono solo gente che abita nei casolari in campagna e infine perché Padre Pio dovrebbe dettare a noi le ricette del ciambellone se invece potrebbe dettarle a Maria Teresa Ruta più fotogenica e più celebre di noi?

E poi, a parte la notte tranquilla, dobbiamo dire che ci troviamo una meraviglia perché il nostro nido sta diventando il luogo idoneo a esternare la parte autistica che ha sempre dimorato in noi senza per questo dover subire critiche, cazziate, occhiatacce o sospiri di rassegnazione da parte di nessuno.

Possiamo, pertanto, alzarci quante volte vogliamo per controllare la chiusura della porta, dei cancelletti, del gas, del termoautonomo, guardare svariate volte sotto al letto, svegliarci con il pensiero improvviso che nel trasloco abbiamo perso il libro "La versione di Barney" e infatti, dirigendoci verso la libreria, accertarci che effettivamente proprio al settore "letteratura anglo americana" manca la copertina rossa del libro in questione e poi ancora alzarsi per fare pipì un numero infinitesimo di volte valevole per porte essere ricoverate immediatamente al reparto geriatrico del San Giovani e soprattutto… bestialità di tutte le bestialità…. cenare alle 19.00 per andare a dormire alle 21.00 (sebbene, poi, si facciano le 21.30 per tutto l’andirivieni del gas, luce e pipì varie) .

Dobbiamo ammettere però che domenica sera abbiamo avuto un tracollo di tristezza, volete il senso di pochezza e di squallore che solo certi pomeriggi domenicali sanno regalare, volete che siamo passate sotto la nostra vecchia casa e abbiamo visto la luce accesa, che ci è sembrato sentire  qualcosa di umido salire agli occhi.

A questa scena di sconforto ha assistito il Lemure che da sempre sostiene che una donna deve essere autonoma e, soprattutto, deve essere emancipata dai maschi e pertanto non si è commosso manco per niente ed è andato via un attimo prima che noi cedessimo implorando con le mani giunte una convivenza subitanea (questa potrebbe averlo intuito dal faccino da gattino bagnato che avevamo messo su).

Bene, ci vuole indipendenti ed emancipate? Fatto, passato quel momento, ci siamo trovate di nuovo a nostro agio nella casetta nuova e, sinceramente, non sentiamo la necessità alcuna di vedere aggirarsi tra le mura domestiche un maschio tabagista che di prima mattina vada girando grattandosi le chiappe con la sigaretta in mano ingurgitando tre tazze di caffe uno dopo l’altra, dove in ciascuna tazza sono versate ben due dosi di caffè.

Ci siamo così organizzate una settimana senza fronzoli all’insegna del disimpegno: cenette frugali, letture interessanti, cinemino con le amichette per vedere il film più giovanilistico e prevedibile che possa essere in giro in questo momento. E apoteosi delle apoteosi abbiamo piazzato un centrino di merletto sul tavolinetto del soggiornino a rischio infarto del Lemure, acerrimo nemico dei centrini di merletto e dei fronzoli in genere . 

E' proprio bella la libertà, qualcuno ci saprebbe consigliare un’alternativa al pollo al curry (dove per pollo al curry si intende un pezzo di carne rinsecchita a cui si è data una spruzzatina di curry)?

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mercoledì, 14 novembre 2007
 

A cena da Miss Perfezione.

Miss Perfezione è una nostra amica, una ragazza alla quale vogliamo bene ma che ci urta come nessuno altro essere al mondo, probabilmente per via del perfezionismo misto all'acidità che la contraddistingue.

In questi ultimi tempi ci ha particolarmente assillato con telefonate petulanti dove si giustificava dicendoci" vorrei invitarti ma ho vergogna di farti mangiare sul tavolo della cucina" oppure: " ora i mobili sono arrivati ma manca il carrello e io non me la sento di fare una cena senza carrello" o ancora: " vorrei invitarti ma Mauretto (il marito) è stato maleducato con degli ospiti perché ha spento la luce nel corridoio per via della sua tircheria e ora devo dargli una bella lezione, deve capire che se fa così il maleducato, la gente non verrà più da noi, pertanto, ora non voglio più invitare nessuno finché non mi scongiurerà di farlo e capirà che non può chiudere la luce mentre i miei ospiti fanno conversazione".

Dopo mesi di queste lagne e giustificazioni non richieste, di inviti fatti e poi subito annullati perché Mauretto ne aveva combinata qualcuna delle sue (a suo dire), ha ufficialmente  invitato noi e il Lemure per una pizza. Naturalmente il fatto che ci invitava a mangiare una pizza a casa è stato motivo da parte sua di grave turbamento, ansia, richieste di perdono e altre giustificazioni (che ve lo diciamo a fare) proprio perché considerava educato e consono cucinare per i propri ospiti anziché prendere delle pizze, ma era costretta a tale atto bieco per via che il pomeriggio sarebbe stata impegnata a istruire una ragazza mandata dal Comune per aiutarla a fare shopping.

Parentesi politicamente scorretta: Miss Perfezione è disabile, ha un handicapp nel camminare e alzarsi, ora è bellissimo che il Comune le mandi una ragazza che l’aiuti a fare shopping (in un mondo ideale le necessità dei disabili sono equiparate a quelle delle persone "normali" , dove per necessità si intendono non solo quelle primarie ma anche quelle secondarie, tipo andarsene in giro per negozi e per musei ecc.) però quando sappiamo che ci sono vecchi immobilizzati a letto seduti sul loro piscio e che, per le loro esigenze, possono contare sui loro familiari, questa cosa ci fa incavolare. Occorre, inoltre, tenere conto che Miss Perfezione non è riconoscente di niente. Ha un atteggiamento che sarebbe da prendere a schiaffi un giorno si e l’altro pure, per lei tutto è dovuto, a sentire lei la persona che deve istruire è sicuramente una stupida che se non le piace non esiterà a mandare via. Certo un po’ ci fa tenerezza perché crediamo che sta corazza di estrema sicurezza e di  aria di sufficienza verso gli altri che ha lei e, ancora di più, sua sorella (più acida di lei ma anche drammaticamente immobilizzata dal collo in giù) forse è dovuta al fatto di nascondere anche a se stessa il suo handicapp.

Comunque ritornando a dove eravamo rimaste, alle sue preghiere di perdono in merito alla serata pizza, eravamo così esauste che la abbiamo anche cazziata, invitandola a essere sciolta e che la pizza che ci avrebbe offerto sarebbe stata un’ottima soluzione, dicendole che ragionava come una vecchia (in effetti lo è).

Arrivato il giorno della cena e una volta entrate a casa, le siamo corse incontro ma subito si è irrigidita perché Mauretto non aveva accesso la luce dell’ingresso (noi neanche ce ne eravamo accorte) e naturalmente non ha esitato un attimo a cazziarlo davanti a noi e al Lemure, accusandolo di non aver acceso il lampadario per gli ospiti che entravano. Poi una volta sole (il Lemure e Mauretto erano andate a prendere le pizze) ci ha chiesto di portarle la seggiola alta per potersi sedere, noi che siamo l’antipodo di Miss Perfezione e spesso e volentieri ci comportiamo come un elefante in una cristalleria, abbiamo involontariamente urtato la gamba della sedia del tavolo da pranzo con quello della seggiola ma, ringraziando Dio, niente di grave, che volete che può succedere quando le gambe di due seggiole di legno si urtano? Invece miss Perfezione che conosciamo bene (anche per via degli accoramenti che le prendono quando qualcuna delle sue amiche spegne la sigaretta nel lavabo o incrina un bicchiere della cucina), si è subito irrigidita dicendoci che non era successo niente (voleva lei stessa convincersi di questo) ma al contempo cercava di rivoltare la frittata. Infatti quando noi, dopo aver chiesto scusa, abbiamo cambiato discorso, ha iniziato a dire:" ma non ti preoccupare, non è successo niente, perché hai quella faccia? Credi che è successo qualcosa? Che è successo? Vedi per caso qualche incrinatura? ". Noi pur capendo che stava toccando picchi di follia, siamo state coinvolte nel suo gioco al massacro, ad un certo punto sentivamo uscire dalla nostra bocca (orami il raziocinio era uscito dal nostro corpo) testuali parole: " ma no, perché è successo qualcosa? Tu credi che sia successo qualcosa? perdonami non volevo, ma credo che non sia successo niente, vero? ". Insomma una serie di domande senza alcun senso che ci rimpallavano l’una con l’altra. E’ vero, potevamo mandarla a quel paese ma è difficile farlo quando una persona non mostra evidente aggressività, anche se sappiamo bene che quello a cui stavamo assistendo era una un’interazione assolutamente aggressiva occultata da finta gentilezza; non c’è cosa peggiore, perché l’interlocutore che subisce, deve inibirsi dal mettere le mani in faccia al finto gentile che si trova di fronte ed è costretto anch’esso a recitare un canovaccio fatto di asserzioni tipo: "ma figurati, prego, non c’è di che". Per fortuna la venuta di un’altra coppia di amici ci ha sottratto da quella desolante e folle situazione.

Ma non è finita, mentre Miss Perfezione preparava gli aperitivi, noi incautamente abbiamo afferrato un bicchiere già pronto e ce lo stavamo accostando alle labbra per via di una certa arsura, ma neanche abbiamo fatto in tempo a ingerire la bevanda che uno strillo di Miss Perfezione ci ha costretto a espellere il crodino dentro il bicchiere, rimproverandoci con testuali parole: " ma che fai, non aspetti gli altri, che dirà il Lemure?" Naturalmente sta cosa ci ha umiliato tantissimo L

C’è da dire che quando qualcuno sottolinea qualche nostra deficienza, il rimprovero ci mette in uno stato di disagio che ci conduce inesorabilmente a reiterare i comportamenti disapprovati.

E, infatti, mentre la cena stava per concludersi già sentivamo una certa tensione salirci da dietro la schiena, iniziavamo ad avere pensieri orribili su noi che ci alzavamo e inciampavamo sul tappeto, dando una craniata sul tavolino di vetro con la conseguenza di incrinarlo irrimediabilmente e di fare cadere tutti ninnoli di vetro (compresa la famigliola di pesci); in tale delirio riuscivamo a sentire pure il rumore del vetro che si infrangeva a terra in mille pezzi. Per intenderci un po’ come accade all’Idiota di Dostoijescki che trascorre una notte di deliri per la paura di far cadere un vaso posizionato nella casa dove si deve recare per una dichiarazione d’amore.  E infatti è così agitato, che quando il giorno dopo va in quella casa, per il sovvenire di una serie di circostanze, si trova fianco a fianco con il vaso, così che atterrito ma oramai già rassegnato, non gli resta che buttarlo giù, assecondando il destino già scritto.

Ecco, a noi è accaduta una cosa del genere e in un momento di scarsa lucidità, ci siamo abbondonate al destino.... "Ess muss sein!"....urtando fatalmente il bicchiere con la Coca Cola che ci è sembrato cadere al rallentatore davanti gli occhi impauriti di tutti i commensali (pure il Lemure, di sua natura restio alla facile esaltazione, ha dato un urlo atterrito). Per fortuna la bevanda, altamente corrosiva, è caduta sul tavolo e non sul marmo e nonostante sotto la tovaglia vi era un’altra di plastica, Miss Perfezione ha avuto un attimo di mancamento. La poverina con un fil di voce ci ha rassicurato, dicendoci che non era nulla, ma dopo qualche minuto l'abbiamo sorpresa con la coda dell’occhio a parlottare con l’altra amica per sincerarsi che la tovaglia di plastica avesse assorbito tutto.

Al momento del saluto, miss Perfezione ha ripreso colore ma non ha potuto esimersi, con un sorriso finto come i denti di Sophia Loren, dal definirci "casinare", noi non ce la siamo presa e, una volta oltrepassato lo zerbino di casa sua, abbiamo ringraziato S. Gaspare de Bufalo (santo protettore della nostra famiglia) di essere riuscite a non fracassare la famigliola di pesciolini di vetro di Murano che, per tutta la durata della cena, sembrava osservarci con sguardo desolato.

 

 

 

 

 

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mercoledì, 07 novembre 2007
 

Sulla sfiga che ci perseguita

Dopo 20 giorni di ritardo nella consegna del mobilio, lunedì ci vediamo arrivare solo la libreria, il letto ci dice la ditta trasportatrice non risulta nella bolla di spedizione, chiamiamo con tono alla Franca Valeri (stizzito ma controllato) la Coin; la Coin ci dice che verificherà, passano due giorni alla ricerca di un letto che il magazzino afferma di aver consegnato ma la ditta dice di non aver mai ricevuto..naturalmente ora il nostro tono al telefono ha assunto le sfumature colorite di un camionista di Avellino.

La crisi isterica è vicina ma non è finita

Nostra sorella ci telefona lo stesso giorno della consegna dei mobili, con tono piuttosto allarmato e, diciamolo, con un certo sadismo senza alcun cautela nei riguardi di un possibile attacco apoplettico da parte nostra, per avvisarci che gli operai che stanno lavorando alla casa accanto alla nostra, ci hanno buttato giù il muro. A quel punto, panico, visualizziamo cumuli di macerie e un varco tra i due appartamenti, solo dopo qualche (lungo) istante, ci rassicura informandoci che è solo crollato lo stucco di una parte di muro. Perfetto, dopo la ristrutturazione ad opera del romeno che è venuta più del dovuto, ci ritroviamo di nuovo a riverniciare tutto (seppur a spese dei vicini) con il problema che non ricordiamo più il numero della vernice utilizzata .Ci armiamo di tutta la santa pazienza e chiamiamo il romeno nel vano tentativo di conoscere il codice del colore, sperando solo di non amareggiarci troppo (abbiamo già parlato del carattere di merda di quell’uomo). Naturalmente una volta interpellato, il romeno non si ricorda che vernice ha utilizzato (ma questo è il minimo), ci cazzia perché ce lo dovevamo ricordare noi (in effetti) con tono tra l’infastidito e il sorpreso. A quel punto, evitiamo di fare polemiche e lo salutiamo augurandogli una buona giornata, soddisfatte almeno di aver dato un contributo alla pace tra i popoli, crediamo infatti di essere rimaste le uniche esemplari in città a disposte a farci cazziare da un romeno senza saltargli alla gola.

Comunque tra letti in giro per il raccordo e verniciatura, siamo costrette a rinviare nuovamente il  trasloco, oramai la vicenda ha assunto dei risvolti davvero inquietanti.

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