Medici in famiglia
Senza ombra di dubbio l’ipocondria è la caratteristica principale di tutti i componenti della nostra famiglia; non c’è dolore, fastidio, fitta, alterazione che non venga riportata, con minuziosa precisione, alla patologia dalla quale si pensa essere stati colpiti. Nostra madre poi ha raggiunto un tale grado di specializzazione medica sanitario che non è raro sentire a casa nostra “ritira le analisi e poi falle leggere a mamma”.
La confidenza instauratasi negli anni con le malattie, vere o presunte, ha fatto sì che in famiglia vi sia un rapporto quasi confidenziale e pacificato con esse.
Tale caratteristica non attiene ai soli componenti della famiglia stretta ma a tutto il ramo del parentame del sud. A tal riguardo, menzioniamo il caso di un nostro cugino che, alla domanda di come stesse suo nonno, rispose con apparente allegria” tutto bene solo uno puoco e’ictùs”
E’ di questi giorni un dialogo tra noi e nostra sorella, ai limiti dell’imprudenza, che ha provocato nel Lemure un certo sconcerto.
Ossimoro: sono andate a fare le analisi e ho voluto metterci pure i valori della fluidificazione del sangue, perché temo di avere un trombo alla gamba destra, ieri sera davanti alla tv l’ho proprio sentito, tanto che bussavo sull’arto ma non c’era niente da fare mi si era tutto irrigidito.
Sorella grande: hai inserito il fibrinogeno?
Ossimoro: eccome no! E c’ho messo pure la resistenza alla vittima C, sto pure valutando se farmi un eco dopler alla gamba anche perché se va avanti così, mica lo so se posso prendere l’aereo.
Sorella grande: certo, devi stare attenta, con ste cose non si scherza…proprio l’altro mese pensavo di avere un infarto perché avevo il braccio che mi tirava tutto e la pressione alta, per levarmi il dubbio, mi sono fatta prescrivere le analisi per verificare la proteina dell’infarto.
Lemure: è come è andata?
Sorella grande: per fortuna non è risultato nulla.
Una volta soli, il Lemure verso di noi: mica vi capisco come ragionate, ad esempio tua sorella, teme di avere un infarto in corso e invece di precipitarsi al pronto soccorso, si prenota un’analisi per farla 15 giorni dopo. Metti che, per davvero, usciva fuori la proteina dell’infarto, a quel punto i danni erano già belli che fatti. Avete una concezione di prevenzione tutta vostra…..
Matrimonio I (il primo della lunga stagione).
Ci siamo lasciate alle spalle il matrimonio I, quello di cui siam assai state le artefici, già perché proprio grazie a noi che i due sposini si sono incontrati o meglio grazie alla ostinata interferenza di Miss Perfezione (amica della sposa) che direttamente dal divano di casa sua, come una attempata dama russa, ha tramato le fila affinché avvenisse l‘incontro. Memorabili le sue sortite: “ non sarebbe il caso che glielo presentassi?", "non sarebbe il caso che andassi a prenderla sotto casa (la sera non guida)", "non sarebbe il caso di accennare al tuo amico la simpatia di lei” e , a tratti, la temporanea presa di coscienza “ ti sembro forse una comarella?". Poi, una volta, concretizzatosi il piano espansionistico, sono seguite le critiche di Miss Perfezione che, a dire il vero, hanno visto pure noi particolarmente compromesse con recriminazioni di questo genere: “ e pensare che l’andavo a prendere pure sotto casa e ora che ha raggiunto lo scopo neanche una telefonata di ringraziamento, che bella amica che hai” e Miss Perfezione, arricciando le labbra: “ pazienza, stava così in cerca di un uomo che ora non ci sta più con la testa, ma dobbiamo essere contente di aver contribuito a formare una bella coppia, non è vero che è una bella coppia? Anche se lui lo vedo meno coinvolto di lei ma, si sa, lei ci ha perso la testa....come si fa a perdere la testa per un nanetto del genere, dico io, non è vero, non è vero? “ e giù osservazioni velenose degne della governatoressa Julia Michailovna von Lembke.
Ritornando al matrimonio, dobbiamo accennare alla circostanza di esserci arrivate come delle esagitate, a causa di una lettura che ci avevano affidato (riconoscimento postumo alla loro Cupido). E così i giorni che hanno preceduto l’evento sono stati caratterizzati da esercizi davanti allo specchio, dalla spaventosa conferma di avere la zeppa come Jovanotti (il Lemure sconsolato che continuava a ripetere “quante S c’ha sto brano”) e dal nostro annichilimento mentre ci sputacchiavamo addosso.
Il colpo fatale ci è stato dato da una telefonata accorata della sposa che, volendo far bella figura, ci ha tenute un’ora per descriverci come dovevamo muoverci in chiesa (una sorta di pantomima per cui si doveva far un inchino all’unisono con gli altri due lettori all’inizio e alla fine della tre letture). Naturalmente tutto ciò non è stato fatto, ognuno è andato alla rinfusa e, alla fine, abbiamo ripiegato per un inchino alla giapponese con le braccia unite al corpo quando in effetti bastava un inchino del capo (con il Lemure che ci consolava dicendoci che un po’ di sincretismo religioso non ha mai fatto male a nessuno).
La lettura in se è andata bene, soprattutto non siamo inceppate su “custodirà” come temevamo ma, a detta di tutti, la preghiera è stata letta alla velocità della luce; questo è senz’altro vero, perché non si vedeva l’ora di levar le tende dall’altare
Una altra certezza piuttosto umiliante è che, per tutto il tempo precedente alla lettura, la telecamera fissa su di noi (stavano al primo banco laterale), ha potuto immortalare una Ossimoro che non riusciva a tenere a bada i nervi. Gli sposi avranno quindi l’immortale ricordo di noi che correvamo di qua e di là, ci sventolavamo con il ventaglio per poi passare a sventolare chi ci sedeva accanto, che ci tamponavamo le ascelle e che, da dietro il ventaglio, sussurravamo al Lemure ogni minimo dettaglio degno, secondo noi, di nota “ Lo sai che quel chierichetto sull’altare lo conosco, dimostra 15 anni ma in realtà ne ha quasi 40, è laureato in medicina e con lui, a casa di S., ho visto l’esorcista?”, poi: “ vedi quel moro in fondo? quello è un fascistone, pensa se ne è andato in Iraq per divertimento, ridicolo!” e anche:” che elegante la madre dello sposo ma che aveva da ridire mentre sopraggiungeva la sposa, mi sa che non le sta tropo simpatica, bè in effetti alcune scaramucce ci sono state” e il Lemure “ssssttt…..”.
Morale della favola è l’ennesima riprova che organizzare un nostro matrimonio si rivelerebbe cosa assai pericolosa, visto che pure quello tra due amici ci ha talmente scosso i nervi da necessitare di una camomilla, di una sorsata di supradyn e di due dosi di enterogermina nelle ore precedenti l'evento.