vicissitudini di una nana metropolitana

   storie, traversie, sogni ad occhi aperti e anche chiusi di un donnino piccolo piccolo alle prese con la metropoli


martedì, 12 maggio 2009
 

La bellezza salverà il mondo

 

E’ primavera ed è ora di un post meno auto - lesionista del solito.

Il week end appena trascorso è stato all’insegna dell’armonia e della contemplazione…nonostante la primavera/estate, con la pressione bassa che ne consegue, sia solita gettarci in uno stato di scoramento fatto di pensieri lugubri  e nichilisti.   

Gli elementi che  hanno instillato in noi una pace tale da percepire l’afflato cosmico sono i seguenti:

la visione del “Canto di Paloma”, film struggente, l’infinita bellezza della protagonista il cui cenno di peluria sulle labbra la faceva sembrare una moderna Frida Calo sofferente e trafitta (letteralmente) da una patata dalle radici dilatate;

il ritorno al bar di Pasolini (ritornato dopo l’incendio ad essere centro di aggregazione popolare), la colazione sotto il sole in una splendida domenica mattina, c’era tutto, mancava solo la cinesina dall’accento romano immaginata dall’Archibugi nel suo film;

la visita al cimitero,  sotto braccio alla sorellina a discorrere della vita (paradosso?);

la mostra di Hiroshige…armonia, equilibrio, pacatezza, pioggia e neve….il desiderio sempre più forte di un viaggio in Giappone e di vestirci per il prossimo autunno /inverno come le signorine della mostra, kimono corto, gonna nera dritta e scarpe a stiletto;

una lemonsoda bevuta in una piazzetta - salotto della città, immerse in stato di benessere fino all’ora del tramonto;

Non poteva mancare l’elemento surreale: una uscita di nostro padre che ci ha fatto sorridere per tutto il tempo e cioè:

“devi controllare se dietro il portabagagli della micra c’è ancora un coltello a serramanico perché va levato da lì, se qualcuno lo trova, potrebbe fraintendere”

noi: ” ma che ci fa lì?”

“ci facevamo le canne con tuo nonno... (n.d. O.: fare le canne = tagliare il canneto in campagna). Il coltello apparteneva alla buonamina di zio parroco”

noi: “zio parroco? che ci faceva un prete con un coltello a serramanico?”

come fosse una spiegazione: “ be se lo portò dietro quando si trasferì dalla campagna in città”

°__°  Quando si dice la città tentacolare …… 

postato da ossimoro73 | 09:19 | commenti (13)